Il presidio
Lo Syrah di Tresana che strega il Gambero
La celebre guida premia il vino di un imprenditore milanese prodotto a Fola: investimenti per 4 milioni e 12 posti di lavoro
TRESANA
«La Lunigiana è una terra che non è seconda a nessun'altra». Non lo dice un lunigianese doc, lo dice un imprenditore milanese che della Lunigiana si è innamorato pochi anni fa, Santo Gentilcore, il quale ha acquistato una grande proprietà in località Fola di Tresana per insediarvi l'azienda agricola Castello della Mugazzena. E, in pochi anni, tanto duro lavoro e molti soldi già investiti. Ma le soddisfazioni iniziano ad arrivare e a testimoniarlo, dopo il premio per l'olio alla rassegna Olea Lunae al castello di Terrarossa di Licciana Nardi, ora è la guida ai vini d'Italia 2019 del Gambero Rosso, una delle più autorevoli e influenti guide italiane relative al mondo del vino, che recensisce, ogni anno, circa 20mila vini delle più significative cantine italiane. A ciascun vino recensito la guida attribuisce un punteggio espresso in bicchieri e al Syrah prodotto dall'azienda agricola Castello della Mugazzena sulle colline sopra Tresana paese sono stati assegnati due bicchieri di colore rosso, categoria riservata ai vini da molto buoni a ottimi che hanno raggiunto le degustazioni finali.
La classificazione dei vini per il Gambero Rosso va da un minimo di un bicchiere ad un massimo di tre bicchieri e il Syrah "Gargantua" del Castello della Mugazzena, i cui vitigni furono piantati nella primavera 2012 dal precedente proprietario della tenuta, Gianfranco Elia, viene così definito nella guida: "Decisamente delizioso il Gargantua, Syrah in purezza dal naso fresco e pepato e dallo sviluppo gustativo sottile, reattivo e sapido". Quindi, è più che comprensibile la soddisfazione di Gentilcore, il quale sottolinea che ad impedire al suo vino di avere il massimo, ovvero tre bicchieri, «è stata la mancanza, per ora, del cosiddetto "storico", un minimo di tre anni di produzione. Rimane il fatto che siamo già quasi al livello di vini come il Masseto e il Sassicaia».
Gentilcore sta investendo e molto a Fola di Tresana, con il progetto che prevede una spesa di oltre 4 milioni di euro e sta dando già lavoro a una dozzina di persone sui circa 100 ettari di terreno di proprietà.
«Inizialmente aprii una azienda agricola per l’allevamento di cavalli da salto a ostacoli – precisa l’imprenditore – e per cercare di salvaguardare specie a rischio di estinzione come le gru, le oche e le anatre rare. Nei terreni che facevano parte del podere originario erano presenti olivi di circa 70 anni, che sono stati potati e rimessi in produzione, il che ci ha portato ad ottenere un riconoscimento nella categoria fruttato medio alla rassegna Olea Lunae di quest’anno. Tre anni or sono comprammo un vigneto di 6000 metri quadri circa ed un altra antica cascina, che fu ristrutturata per creare una cantina per la produzione del vino, oltre ad un appartamento e tre stanze da adibire ad agriturismo. Nel 2016 ci fu la prima vendemmia e dopo 8 mesi di affinamento in barriques di rovere francese, abbiamo imbottigliato lo Syrah, che sta avendo un gran successo».
Ma non finisce qui: infatti, Gentilcore ha già chiesto l'autorizzazione per realizzare delle stalle dove alloggiare mucche, capre e pecore da cui ottenere formaggi pregiati. E a febbraio si inizierà a costruire il ristorante. —
GIANLUCA UBERTI
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