Il Tirreno

le scuole di danza 

La Happy Hours Dance a caccia di spazi adeguati

DANIELA MARZANO
La Happy Hours Dance a caccia di spazi adeguati

Anche l’Associazione di Gianluca Pennelli e della moglie Elvira Peselli risente soprattutto della quasi totale impossibilità di svolgere saggi

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CARRARA

Amare la danza in due, ballarla e anche insegnarla. E’ quello che succede alla coppia di maestri di ballo Gianluca Pennelli e la moglie Elvira Peselli che gestiscono la Happy Hours Dance, una Associazione Sportiva Dilettantistica affiliata Fids (Federazione Italiana Danza Sportiva), nata nel 2004 e che conta due sedi, una a Carrara e una ad Avenza. Entrambi si sono preparati seguendo tutti gli step previsti per legge, dall’ottenimento di diplomi di maestri all’abilitazione a giudici di gara. Elvira ha anche una formazione classica, Gianluca è presidente dell’Associazione e balla da quando era bambino. La scuola è in grado di impartire diverse specialità ma tutte concentrate sulla “danza di coppia”, ed hanno caratterizzato i loro insegnamenti su questo indirizzo: ballo liscio e danze standard (Valzer Inglese, Slow Fox, Tango, Valzer Viennese, Quick Step) vanno per la maggiore, ma anche latino americano (Samba, Cha cha cha, Rumba, Pasodoble, Jive) e caraibico (Salsa, Merengue e Bachata) sono richiesti, sebbene sul territorio esiste una grande offerta di scuole di questo genere di ballo. I loro corsi sono formativi o ricreativi e vedono partecipare bambini, ragazzi e adulti di ogni età. Per avere più occasioni di gare, visto che la Fids ha calato le competizioni, come altre scuole di danza la Happy Hours Dance si è affiliata anche alla Promodanza Asc, un ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal Coni, con finalità assistenziali e opera con il riconoscimento del Ministero dell’Interno. L’Ente è presente e attivo su tutto il territorio nazionale attraverso una rete capillare di 104 Comitati Provinciali e Regionali, contando più di 400.000 tesserati. Questo organo di riferimento supporta le associazioni e le organizzazioni sportive affiliate coordinandone le attività e assistendole nella gestione delle iniziative, promuovendo inoltre incontri di aggiornamento, consulenze, gare, campionati ed eventi, sia sportivi che sociali.

«Il nostro problema più grande è la mancanza di strutture per fare saggi e gli spazi per insegnare – racconta Gianluca - Il palazzetto non è agibile e lo danno per eventi di piccoli gruppi. Le poche palestre agibili vengono contese con altre associazioni per altre attività e dobbiamo gestirci gli orari. Dei teatri sentiamo meno la mancanza perché il palco può andare bene giusto per il caraibico, noi abbiamo bisogno di molto più spazio. La pavimentazione ideale per noi sarebbe il parquet, ma per piccole esibizioni potrebbe andare bene anche l’asfalto. Un altro problema è proprio quello che sono sempre meno gli eventi che vengono organizzati dal Comune e quelli a cui ti invitano. La Piazza di Marina si prestava bene per le esibizioni, poi ci hanno dirottato al porto. Il palco in dotazione del Comune è troppo piccolo per noi e poi i costi per gli eventi sono sempre più alti. In sostituzione della Piazza principale il Comune ci ha dato la Caravella, ma a parte i costi della Siae, ci siamo dovuti sobbarcare noi i costi principali (affitto delle sedie, il service etc.)». L’organizzazione degli eventi estivi da parte dell’Amministrazione ha avuto ricadute sulle scuole di danze. —

DANIELA MARZANO

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