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Dalle 17 tutti in piazza contro il decreto Pillon «In ballo 50 anni di diritti»

CAMILLA PALAGI ;

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«Un disegno di legge che fa compiere un passo indietro culturale e che colpisce in primo luogo le donne. Che mira a cancellare l'istituto penale della violazione degli obblighi di mantenimento e che non tiene conto dei contesti di riferimento». Per questa ragione circa 200 persone hanno firmato la petizione "No Pillon", in opposizione al disegno di legge n. 735 di cui il leghista è primo firmatario. A sottoscriverla donne e uomini che annunciano la loro partecipazione alla manifestazione in programma domani anche a Massa con inizio alle ore 17 in piazza De Gasperi. «Altro preoccupante aspetto – si legge nella raccolta firme – è la proposta di esercizio della mediazione famigliare tra i due ex-coniugi in tutti casi di separazione familiare, addirittura anche in caso di violenza domestica. Una disposizione assurda che non tiene minimamente conto della realtà e dei delicati contesti di riferimento. Ma l’impatto negativo del provvedimento, nel caso diventasse legge, si avrà sull'equilibrio dei minori coinvolti nella separazione dei genitori e le separazioni saranno più costose e conflittuali». Dalla presentazione del disegno di legge è nata un’opposizione sempre più trasversale che ha portato alla mobilitazione territoriale del 10 novembre e alla manifestazione nazionale indetta da Dire, la rete dei centriantiviolenza. «Saremo presenti a Massa alla street parade No Pillon a fianco di quanti hanno a cuore la sorte dei diritti conquistati in questi 50 anni e la tutela dei bambini sopra ogni altra cosa. Qui non si tratta di un contrasto tra ideologie diverse, da una parte c’è il buon senso e dall'altra l'ideologia e una cultura retriva. L'impoverimento di diritti che questa proposta farebbe ricadere soprattutto tra le donne e sui minori è affare di tutti». Tra le prime firmatarie Mirella Cocchi, Roberta Longinotti, Alessandra Battistini, Giulia Manfredini, Roberta Crudeli.

La deputata Pd Martina Nardi sulla questione fa sapere che darà battaglia in parlamento

CAMILLA PALAGI



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