Il presidio
I 5 stelle: «Ci sono massoni nella giunta?», il sindaco: l’ho chiesto e tutti dicono di no
Interpellanza dei pentastellati massesi su possibili affiliazioni: ce le hanno segnalate i cittadini. Ma il primo cittadino smentisce
MASSA. La consigliera pentastellata Luana Mencarelli premette che lei i chiarimenti su una eventuale affiliazione alla massoneria dei membri della giunta o di amministratori di società partecipate l’ha chiesta perché parecchi cittadini quelle possibili affiliazioni gliele hanno segnalate. E lei solleva una perplessità che ribadisce al Tirreno: fatto salvo il diritto di associarsi dei cittadini, «è incontrovertibile che gli affiliati alla Massoneria sono vincolati ad un obbligo di obbedienza che potrebbe rendere inopportuna l’eventuale scelta di membri di tale associazione per lo svolgimento di incarichi pubblici o quantomeno crediamo che potrebbero non garantire l’assenza di interferenza sulle funzioni di amministrazione pubblica».
Insomma - per parafrasare - secondo la Mencarelli un’affiliazione alla massoneria da parte di esponenti della giunta o di amministratori di enti controllati dal Comune potrebbe delineare un conflitto di interesse. Così, di fronte alle segnalazioni (leggi articolo sotto), la consigliera decide di farsi dissipare ogni dubbio direttamente dal sindaco. E, presa carta e penna, insieme all’altro pentastellato in consiglio, Paolo Menchini, scrive un’interpellanza in cui chiede a Francesco Persiani che gli venga fornita una «risposta in maniera analitica ed esaustiva» su un quesito che - spiega nell’interpellanza - aveva già inoltrato all’atto dell’insediamento della giunta. Perché - chiarisce - i 5 Stelle la domanda sull’affiliazione l’avevano già posta «senza ricevere risposta».
Interpellanza alla mano, il sindaco Persiani, la inoltra agli assessori e a tutti coloro cui lui stesso ha affidato un incarico «chiedendo pertanto notizia - per citare la sua risposta scritta - di una loro affiliazione o meno alla Massoneria». Ricevuta risposta da ciascuno, il sindaco tira le somme: «Ovviamente - precisa - non ho provveduto a scegliere le persone in base ad eventuali affiliazioni, di ogni genere, ma in base a criteri di capacità e fiducia. Pertanto in base alle indicazioni che mi sono state date dagli stessi posso affermare che tutti i soggetti interessati hanno dichiarato di non appartenere né di essere iscritti ad associazioni in conflitto di interesse con gli incarichi o nomine ricevute e tanto meno di essere iscritti od appartenere ad associazioni massoniche segrete di cui all’articolo 18 della normativa richiamata in interpellanza».
Per i 5 stelle, però, la risposta non è soddisfacente e non lo è il riferimento alle associazioni segrete. Nell’interpellanza i pentastellati a quelle associazioni si riferiscono specificando che sono vietate e che per segrete si intendono anche quelle che rendono sconosciute le finalità, le attività o i soci, ma la Mencarelli ribadisce: «Non chiediamo lumi sulle affiliazioni segrete. Non avrebbe senso: si tratterebbe di chiedere a qualcuno se ha fatto quanto la Costituzione vieta. Chi verrebbe a rivelarlo? Vogliamo risposte sulla massoneria ufficiale (che non è illegale ndr). La risposta di Persiani è poco chiara».
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