Il Tirreno

L’EX SINDACO 

«Se potessi tornare indietro non mi fiderei più di nessuno»

A.V.

Angelo Zubbani parla a cuore aperto: ho capito la rabbia perché in quell’evento c’era la mano dell’uomo, non ho  capito la strumentalizzazione 

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CARRARA

«Ricordo tutto di quel giorno. Ero nella sala operativa del Comune già da parecchie ore. Ci hanno chiamato che era venuto giù un pezzo di argine».

L’ex sindaco Angelo Zubbani quel 5 novembre di quattro anni fa ce l’ha ancora impresso negli occhi.

«Nella zona rossa siamo riusciti a andare solo la mattina dopo- ricorda - In quelle case, in quella Marina ho visto la sofferenza, ho visto ricordi e cose utili diventati rifiuti ingombranti, cumuli di sporcizia impastati con il fango».

«Ma quello che ho visto e sentito, soprattutto - continua - è stata la rabbia. In quella alluvione c’era stata la mano dell’uomo e la gente lo ha capito subito, la reazione è stata forte, proprio come dove essere».

Angelo Zubbani parla di getto, e di una situazione che per lui ha segnato un punto fermo, una frattura, la perdita di fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

«Ma c’è una cosa che mi ha colpito più di tutte: la rabbia, quella vera, quella della gente che spalava il fango, quella della gente che aveva perso tutto, io l’ho capita - continua - Quella che invece non ho capito è stata la strumentalizzazione politica di questo sentimento. Non dimenticherò mai, invece la Marina vera che chiedeva aiuto e, in questo senso credo che la macchina dei soccorsi sia stata esempleare».

A quattro anni dall’alluvione Zubbani fa ancora i conti con una vicenda che, in pochi attimi, ha mandato sott’acqua il cuore di Marina e cambiato in modo radicale i rapporti fra i cittadini e la sua amministrazione.

«Io il peso di questa vicenda lo porto ancora tutto dentro. Ho incassato la lezione, e quella alluvione ha segnato la sconfitta delle istituzioni, tutte quante, e la perdita di fiducia. Quello di quattro anni fa è stato un punto di rottura con cui tutti abbiamo dovuto fare i conti».

A questo punto l’ex sindaco risponde alla domanda che, ormai si aspetta ogni qualvolta si torna a parlare dell’alluvione del 5 novembre di quattro anni fa. Quella che, lo ricordiamo, ha visto, nei giorni immediatamente successivi l’occupazione del Comune.

Glielo chiediamo ancora una volta a Zubbani che cosa non rifarebbe se potesse solo riavvolgere il nastro degli eventi.

«Non mi fiderei più - risponde - non mi fiderei più di nessuno. Questa è la grande lezione che ho imparato e pensare che non sono certo un novellino. Se potessi tornare indietro non mi limiterei a un livello di conoscenza per ole opere realizzate sul mio territorio da altre istituzioni. No, fosse un traliccio del telefono o un viadotto chiederei tutte le verifiche. Andrei a controllare». —

A.V.

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