Il Tirreno

contributi di solidarietà 

Per 12 “furbetti” è stata notificata la richiesta di rinvio a giudizio

I decreti di citazione sono pervenuti a Palazzo civico, ma intanto c’è chi sta  restituendo i 5mila euro presi indebitamente 

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CARRARA

C’è chi per avere quel contributo di solidarietà (regionale) di 5mila euro, erogato subito dopo l’alluvione del 5 novembre di quattro anni fa, ha dichiarato di abitare in un seminterrato, mentre in realtà stava al quarto piano.

Chi ha autocertificato una Isee falsa e chi ha presentato due domande per nucleo familiare, Ma anche chi ha chiesto il contributo per i danni alle auto (non comprese nel contributo di solidarietà) e chi ha presentato la richiesta per i 5mila euro non per la prima, ma per la seconda casa o le pertinenze.

Le domande per il contributo di solidarietà sono state in totale 576 ma, dopo l’erogazione dei fondi sono cominciate ad arrivare le prime segnalazioni a Palazzo civico. Segnalazioni che sono arrivate, questo è bene precisarlo, in primis dai cittadini quegli stessi che hanno visto prendere i soldi, quel contributo prezioso per chi davvero aveva perso tutto e cercava di rimettersi in piedi, magari dalla vicina che abitava al quinto piano. O da chi nel cuore di Marina aveva solo la seconda casa.

Tutte queste segnalazioni, una volta arrivate al Comune sono finite sul tavolo della Procura e al centro di una indagine della Guardia di Finanza.

E così, dal giugno scorso sono cominciati a fioccare i decreti di citazione a giudizio (12 ad oggi) per quelli che sono stati bollati come i “furbetti” dell’alluvione.

Uno di questi (il reato contestato per indebita percezione di erogazione art.316 c.p.) è la proceduta numero 881 e riguarda una signora residente in via Nazario Sauro che aveva indicato di aver subito danni «in conseguenza dell’evento alluvionale, all’impianto di riscaldamento, alle strutture murarie ed infissi al piano terra.

Omettendo di precisare che gli stessi danni fossero relativi alle parti comuni condominiali dell’edificio, peraltro già segnalati al Comunue, mentre l’appartamento occupato stabilmente dalla signora si trovava al quarto piano».

Un caso simbolo di un malcostume che rappresenta il brutto epilogo dell’alluvione. Ma proprio in queste ore, come segnalano da Palazzo civico, c’è una novità: molti dei “furbetti”, quelli per cui sono partiti gli accertamenti, stanno restituendo i cinquemila euro indebitamente percepiti. Insomma almeno questa una buona notizia. —

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