Il Tirreno

in aula 

Botte agli agenti: due condanne Uno assolto per scambio di nome

C.S.
Botte agli agenti: due condanne Uno assolto per scambio di nome

Ha dimostrato in aula che ad usare le sue generalità era un parente Alla sbarra, per aver messo a ferro e fuoco il Cocomania, c’erano sei persone

3 MINUTI DI LETTURA





MASSa

Per gli inquirenti quella sera dell’11 settembre 2010 al Cocomania, a Marina di Massa, sono in sei. In sei tentano di entrare nel locale, forzano e scardinano il cancello, in sei aggrediscono e causano lesioni a due agenti della mobile. E in sei, con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e lesioni gravi, finiscono a processo. Ma è proprio nel dibattimento che si delineano posizioni diverse dei sei imputati tanto che lo stesso pubblico ministero Roberta Moramarco ieri mattina chiede la condanna soltanto per due dei sei finiti alla sbarra.

Richiesta accolta perché il collegio giudicante composto da Augusto Lama (presidente), Alice Serra ed Elisabetta Congiusta (a latere) pronuncia sentenza di condanna solo per Tonino Veiss (5 anni e 3 mesi a fronte dei 6 anni chiesti dal pubblico ministero) e per Melisa Ferrari (3 anni e 5 mesi contro i 4 chiesti dal pm). Assolti, invece, Sara Demetrio, Bruno Demetrio e Sergio Weiss. La loro assoluzione scatta perché i giudici ritengono che nel corso del dibattimento non sia provata la loro responsabilità. Assoluzione anche per il sesto imputato, Devis Glaudi. Per lui l’assoluzione arriva perché - emerge durante il processo - non è lui l’uomo presente la notte del settembre 2011 al Cocomania. Secondo le ricostruzioni è un fratellastro a qualificarsi utilizzando le sue generalità. E lo avrebbe fatto non soltanto quella fatidica sera a Marina di Massa, ma anche in altre occasioni creando non pochi problemi al “vero” Devis Gluadi che si è presentato in aula dimostrando di non essere l’uomo al Cocomania e convincendo i giudici sulla completa estraneità ai fatti oggetto del processo. Tanto che gli atti sono stati rimandati alla procura per eventuali valutazioni sulla posizione del fratellastro.

I fatti - per ricostruire la vicenda - risalgono all’11 settembre del 2010. Teatro il Cocomania a Marina di Massa. Sono le 3 del mattino, il locale sta chiudendo, ma un gruppo di sei persone vuole entrare a tutti i costi. Il gruppo - ricostruiranno gli inquirenti poco dopo l’accaduto - insiste, pretende di varcare la soglia, di sedersi e consumare. Si accanisce - sempre dalle prime ricostruzioni - sul cancello di ingresso del locale, lo forza, lo piega tanto da farlo uscire dai cardini. Poi il gruppo avrebbe cominciato a lanciare oggetti.

I sei non sanno, però, che all’interno del locale ci sono, seppur in borghese e fuori servizio, due agenti della squadra mobile di Massa. I poliziotti ci mettono due secondi a capire che la situazione è delicatissima: si alzano dal tavolo, si presentano, si qualificano e invitano il gruppo di amici a calmarsi, ma non c'è nulla da fare. I sei non sentono ragioni e anche i due agenti finiscono vittime del lancio di oggetti: nel locale volano bottiglie e posacenere. Gli uomini della mobile rimangono feriti, vanno in pronto soccorso e il referto è pesante, soprattutto per uno di loro. Se ad un agente i medici riconoscono 12 giorni per guarire, al collega ne serviranno una quarantina.

Scatta la denuncia, si apre il processo e i due poliziotti si costituiscono parte civile (uno di loro è deceduto e sono subentrati, come parti civili, gli eredi). Costituitosi parte civile anche il proprietario del locale.

Ieri la sentenza con le quattro le assoluzioni e le due condanne. —

C.S.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera