Il Tirreno

l’inchiesta della procura di genova 

La Fondazione Crc possibile parte civile nel processo Carige

Manuela D'Angelo
Alberto Pincione, presidente uscente della Fondazione
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Alberto Pincione, presidente uscente della Fondazione

Ex vertici a giudizio per ostacolo alla vigilanza e aggiotaggio. Pincione: «Stiamo valutando, ci sono rimaste le briciole»

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CARRARA. La Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara potrebbe, forse, recuperare qualcosa delle ingenti perdite accumulate acquistando in passato azioni e obbligazioni Carige: gli ex vertici di Carige sono stati infatti rinviati a giudizio per ostacolo alla vigilanza di Bankitalia e Consob e aggiotaggio, con centinaia di piccoli azionisti costituitisi parti civili, pronti a chiedere i danni. E tra questi, forse, proprio la Fondazione.

«Ci stiamo pensando – dichiara Alberto Pincione, presidente in scadenza di mandato – Potrebbe essere una possibilità che stiamo valutando con i nostri uffici legali. Banca Carige per noi è ormai un vecchio ricordo del passato. Mi piace definirla così. Delle sorti di Carige in questi mesi francamente ce ne siamo disinteressati, non siamo neanche più all’interno del patto del sindacato. Di lei ci restano le briciole, 2, 300mila euro di azioni. A suo tempo, però, è stato un danno grave per la Fondazione, oggi potremmo guadagnarci qualcosa, unendoci alle parti civili degli altri azionisti. Vedremo».

Carrara, dunque, e la Fondazione potrebbero diventare protagonista di un processo eclatante: la Procura di Genova ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di Giovanni Berneschi, ex presidente di Banca Carige, dell’ex direttore generale Daria Bagnasco, di Luca Bonsignore ex vice presidente del cda e di altri sette ex componenti del consiglio: Mario Venturino, Maurizio Maurizio Marchiori, Paolo Odone, Ivo De Michelis, Remo Checconi, Alessandro Scajola; Contestato a tutti anche l’aggiotaggio. Come riferisce il Corriere della Sera, gli ex vertici, nel 2013, avrebbero creato un sistema finalizzato a celare la reale condizione finanziaria del’Istituto.

Pronti a costituirsi parti civili gli investitori assistiti dagli studi legali Marzocchi Buratti e De Jorio.

Fra questi potrebbe esserci la Fondazione: qui si tratta di un patrimonio quasi dimezzato in pochi anni (a fine 2010 aveva uno stato patrimoniale complessivo di 161 milioni e 654mila euro, e a fine 2017 di 85 milioni e 797mila euro), come negli anni, da quando furono acquistate le azioni del gruppo Carige, diminuirono anche le erogazioni verso il territorio. —

 

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