Il presidio
Assistenza domiciliare: «Aulla senza infermieri»
La Uil: «interruzione pubblico servizio, pronti a denunciare l’azienda sanitaria» Cgil: «Soltanto cinque addetti per coprire una popolazione troppo anziana»
aulla
In affanno l’assistenza domiciliare in Lunigiana, soprattutto ad Aulla, dove operano soltanto cinque infermieri, per una popolazione di oltre 25mila abitanti. La denuncia arriva dalla Uil Fpl e dalla Cgil sanità. «Siamo al collasso nella zona di Aulla: ci sono solo 5 unità di personale invece dei 9 necessari a coprire un’area estesa, con una popolazione sempre più anziana che ha bisogno di aiuto. Ora basta: se non si arriva a una soluzione, che non sia fatta di chiacchiere stiamo valutando con i legali se denunciare l’azienda per interruzione di pubblico servizio». Va dritto al cuore del problema il segretario della Uil Fpl, Claudio Salvadori: «servizio sotto organico da mesi e la direzione infermieristica che continua a fare orecchie da mercante nonostante un bando emesso in estate per reclutare dipendenti nel più breve tempo possibile». E ancora: « E’ soltanto l’ennesima criticità che registriamo alla Casa della salute di Aulla – continua Salvadori – e stavolta riguarda l’Adi, l’assistenza domiciliare. La carenza di organico, solo 5 infermieri dei 9 necessari, quindi quasi la metà, sta minando il corretto supporto assistenziale che dovrebbe essere prestato e garantito a tutti quei pazienti che necessitano quotidianamente di interventi di carattere sanitario e socioassistenziale a domicilio. Stiamo parlando di professionisti che per mestiere devono occuparsi di pazienti cronici, gravemente malati o allettati: serve impegno fisico, professionalità e capacità di svolgere un supporto piscologico. Senza contare poi che il servizio che fa capo ad Aulla deve coprire un territorio impervio della Lunigiana, con grandi distanze fra una frazione e l’altra, da Comano a Serricciolo fino a Montedivalli, una miriade di frazioni. L’infermiere dell’Adi si trova a dover affrontare da solo qualsiasi situazione o patologia con pazienti di tutte le età ed è in grado di evitare l’allontanamento della persona dal proprio ambiente di vita, di sostenerlo in relazione alle difficoltà insite nella sua condizione». A Salvadori si aggiunge la voce di Valerio Musetti, segretario provinciale della Cisl sanità: «Non siamo un paese civile se non pensiamo all’importanza dell’assistenza domiciliare – inizia – di questi professionisti un giorno potremmo avere bisogno tutti, dobbiamo pensare a migliorare il sistema sanitario, non continuare a tagliare fondi». Anche Musetti ricorda che la popolazione di Aulla è molto anziana e numerosa e che in altre città della Lunigiana, Pontremoli e Fivizzano, meno popolose, gli assistenti Adi sono di più che ad Aulla: «Nove a Pontremoli – dice Musetti – e otto a Fivizzano. Numeri che devo rimanere tali. Ma Aulla va potenziata. Siamo pronti a dare battaglia». «Non si può svolgere un servizio così complesso in modo corretto e completo per le varie esigenze di pazienti e famiglie se non ci sono i numeri – dice ancora Salvadori che poi va all’attacco della direzione infermieristica aziendale, fra Asl e Casa della salute – Gli infermieri fanno il massimo, sopperendo alle mancanze, ma la direzione infermieristica aziendale. Valuteremo se denunciare l’azienda sanitaria per interruzione di pubblico servizio».
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