Italia
Semidistrutto il monumento ai Caduti di Turigliano
L’appello dello storico Pietro Di Pierro: speriamo che i frammenti siano raccolti e adeguatamente restaurati
CARRARA
Tra i gli ingenti danni provocati dalla tempesta di lunedì, Carrara, scrive in una nota lo storico Pietro di Pierro, ha perduto (o rischia di perdere) il suo monumento ai Caduti. Infatti, nel cimitero di Turigliano un vecchio cipresso, troncato dal vento, ha investito in pieno il monumento ai Caduti al centro del Sacrario che accoglie i caduti delle due guerre mondiali e delle missioni di pace. La statua dell’Italia, secondo gli stilemi dell’epoca, è raffigurata come una donna con una corona di torri in testa, che porge una ghirlanda d’alloro con la mano destra e tiene uno spadone con la sinistra; ma ha una particolarità, l’artista l’ha raffigurata ai primi mesi di gravidanza con la pancia abbastanza prominente sotto la veste a vita alta, quasi a sottolineare la storia che continua, sebbene sul sacrificio del caduti. E’ opera dello scultore Ranieri Marchini, della fine degli anni venti. Era destinata ad essere il monumento ai caduti di Avenza e Marina, essendo quello di Turigliano il cimitero frazionale dei due centri, come denotano i primi versi dell’epigrafe “Alla memoria dei nati nella dolce terra che dall’Avenza dechina (sic!) alla spiaggia di Carrara”; tuttavia, ricorda Di Pierro, per motivi economici, furono destinate le risorse per erigerne uno simile al parco delle rimembranze a questo, che diventerà così il monumento ai caduti di tutta Carrara come recita l’ultimo verso: “Il popolo dell’Avenza, Carrara e Marina, con pio animo concorde”. «Quindi è quasi un auspicio a comporre, complice il dolore della guerra che accomuna tutti, i disaccordi e le tendenze autonomistiche delle frazioni del piano, citate non a caso in ordine alfabetico, quindi né gerarchico né geografico, come in un abbraccio. A noi non resta che auspicare che i frammenti, raccolti e messi al sicuro, siano al più presto ricollocati in un restauro degno della città del marmo, che restituisca il monumento ai caduti alla cittadinanza», aggiunge Di Pierro, che aggiunge: «Devo la notizia del finanziamento coi fondi del parco delle rimembranze al dott. Casini della Soprintendenza di Lucca e il nome dello scultore al nipote Prof. Franco Pezzica». —
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