Il Tirreno

Dopo l’uragano 

Il Wwf dei Ronchi flagellato dal vento, danni per migliaia di euro. E c'è anche una tartaruga cinese

Manuela D'Angelo
Il Wwf dei Ronchi flagellato dal vento, danni per migliaia di euro. E c'è anche una tartaruga cinese

Appello del presidente Giannelli al sindaco di Massa Persiani per rinnovare la convenzione col Comune ferma dal 2012.  Solo volontari aiutano il centro

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MASSA. Migliaia di euro di danni al centro didattico del Wwf dei Ronchi dopo l’ondata di maltempo degli ultimi giorni. «Un disastro – commenta il presidente Luca Giannelli – che per fortuna non ha coinvolto gli animali, tutti sani e salvi, ma soltanto le strutture. Ora stiamo lavorando per sistemare tutto con l’aiuto di decine di volontari, che sono arrivati dal carcere, dal Tribunale e dalla Usl. Ma è dura».

Tra i danni, il più grave è di sicuro quello ad una voliera, che è stata schiacciata da un tronco: «Gli animali si sono tutti spostati negli angoli e per fortuna non si sono fatti male». Rotta anche la pompa della piscina dei pesci rossi, a terra tutta la cartellonistica riguardante il percorso didattico e le informazioni sulla flora e la fauna del parco, compresa quella del lago di Porta. «I rami caduti – continua Giannelli – hanno distrutto in parte anche le nostre casette degli attrezzi, la nostra cabina di regia e le gabbie degli animali. Le tettoie sono volate ovunque. C’erano rami, foglie e pezzi di legno. Soltanto ripulire tutto per noi è stato faticoso. Ci sono voluti tre giorni di lavoro pieni prima di veder qualche risultato».

Giannelli non nasconde che in questi momenti di difficoltà si sente lasciato solo dalle istituzioni e dalla politica, che non ha facilitato in tanti anni il suo centro didattico: «Eppure è frequentato da centinaia di bambini ogni settimana – spiega – ed accoglie centinaia di specie animali, facendo anche da ricovero per gli animali in difficoltà. Ad esempio è appena arrivata una tartaruga cinese acquatica, dal guscio molle, trovata, pensate, addirittura sull’autostrada all’altezza di Aulla. Non sappiamo come ci sia finita, è stata recuperata dalla Polizia Stradale che l’ha poi affidata ai Carabinieri della Forestale, i quali ce l’hanno portata qui al centro, sperando che stia bene e non abbia bisogno di cure mediche specifiche ».

La tartaruga cinese, un esemplare abbastanza raro nel panorama italiano, potrebbe anche appartenere ad un traffico di contrabbando, scappata chissà da dove e finita sull’asfalto a rischio investimento. In ogni caso verrà accolta al centro didattico del Wwf, come avviene quasi quotidianamente per decine di animali.

Chi paga tutto questo? Se lo chiede Giannelli e l’intero Wwf, senza avere una risposta da anni: «Viviamo grazie alle donazioni e al lavoro dei volontari – dice – ma abbiamo ancora 40mila euro di debiti nei confronti dei nostri fornitori e non riceviamo un euro dalle istituzioni. Una volta avevamo una convenzione, che è stata poi disattesa nel 2012 e mai più rinnovata. Avremmo bisogno almeno di 10mila euro l’anno per fare le cose per bene, pensare al sostentamento degli animali, pagare le persone che lavorano per noi, fare la manutenzione che serve al centro didattico, renderlo sempre più sicuro e innovativo. Invece guardiamo a vista»

Approfittando degli ultimi danni al centro, Giannelli lancia il suo ennesimo appello al nuovo sindaco di Massa Francesco Persiani, chiedendogli di mettersi una mano sulla coscienza per evitare il peggio ad un luogo storico per lacittà: «Il sindaco mi ha promesso che qualcosa per il Wwf verrà fatto» —




 

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