Rituali, tattoo, essenze atmosfere esotiche: un tour nell’Oriente
Passeggiando tra gli stand di Carrarafiere, affollati fin dal primo giorno si ha davvero la sensazione di stand curati e ricostruzioni fedeli
MARINA DI CARRARA
Scoprire l’Oriente nella sua duplice offerta di sport e cultura.
Nel complesso fieristico CarraraFiere di Marina di Carrara, ha preso il via il Festival dell’Oriente, che fino a domenica 4 novembre (orario 10.30-22.30) consentirà di padiglioni di immergersi nell’affascinante atmosfera e riti di paesi come Cina, Vietnam, Sri Lanka, Mongolia Thailandia, Corea, India, Nepal, Indonesia e Giappone. Nel padiglione B, tra tatami, ring e gabbie, si svolge la sfida di circa 4000 atleti di oltre 107 paesi, raggruppati in 28 federazioni mondiali, in occasione dei Campionati del Mondo Unificati di arti marziali e sport da combattimento, tra i quali Kickboxing, Muay Thai, Karate, Kung fu, Taekwondo, Boxe cinese, per i quali Carrara è diventata una location importante.
Curata nel dettaglio, con ricostruzioni di templi, ponticelli e giardini con alberi pieni di fiori di pesco, budda e nonché la riproduzione di una dozzina di guerrieri del famoso esercito di terracotta realizzati in bronzo, la mostra presenta tanti stand di prodotti artigianali, che spaziano tra vasi, chimoni, ventagli, bigiotteria, oggetti di arredamento e abbigliamento. Immancabili gli stand di essenze ed incensi tipici della tradizione orientale i quali, abbinati al sottofondo musicale orientale e tambureggiante danno al visitatore l’impatto immediato con un mondo diverso. Grande l’affollamento già nel primo giorno, e fin dalla mattina, a conferma che si tratta di uno degli appuntamenti più attesi.
Curiosa la fila che si forma subito all’entrata del Festival (un centinaio di persone), per il rituale induista di buon auspicio che Malini, una delle rappresentanti dell’Unione Induista Italia (che ha sede a Roma e a Savona con diverse comunità distribuite in varie regioni), spiega «Consiste in un rituale tipico dei templi induisti, che qui in fiera lo stanno somministrando due sacerdoti: si tratta del Tilak, un segno di purificazione e benedizione a base di curcuma rosso, la Vibhuti cenere sacra rappresenta la purificazione della mente e poi il Kalava, un braccialetto di filo che si lega al polso (donne a sinistra e uomini a destra) e quando si spezzerà verranno esauditi i desideri della persona».
Altra fila è quella per gli stand dei tattoo e delle decorazioni a mani e braccia all’henné, appuntamento classico con l’arte orientale, meno classici sono le lavorazioni artigianali e i prodotti vegetali innovativi come il Kapok che Patrizia, importatrice diretta di mobili e arredamento da tutti i paesi orientali e titolare di Colori del Mondo, illustra: «Il Kapok è una nuova imbottitura antiacaro, antiallergica, fatta di lana di origine vegetale con la quale si fabbricano cuscini e tappeti imbottiti che hanno la capacità di rigonfiarsi e tornare perfetti alla sola esposizione solare. Sono ottimi per la schiena e i massaggi thailandesi, rivestiti di purissimo cotone». —
DANIELA MARZANO
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
