Il Tirreno

La tragedia aerea 

Andrea Manfredi e un’altra passione: la pesca sportiva con papà

DANIELA MARZANO
Andrea Manfredi e un’altra passione: la pesca sportiva con papà

Paolicchi ricorda un Manfredi bambino, già eccellente carpista, finalista a 11 anni del trofeo Cfi, il più grande del settore. «E non aggiungeva mai peso al pesce»

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MASSA. Si è tanto parlato di Andrea Manfredi, il ragazzo ancora disperso nelle acque indonesiane e del suo grande talento per il ciclismo, ma forse non si è detto abbastanza della sua forte passione per la pesca sportiva che gli ha regalato i suoi primi grandi successi. Andrea non è stato soltanto un ottimo ciclista e un bravo imprenditore, capace di conoscere le esigenze degli sportivi e di trasformarle in strumenti per correre meglio. Andrea amava tanti sport, tra cui la pesca.

A ricordarceli è Gionata Paolicchi: «Nel 1999 venne inaugurato a Massa, in via Pradaccio, il Lago del Sole, innovativo perché prevedeva la pesca di grossi esemplari di carpa con la tecnica, di origine inglese, denominata carpfishing. A quel tempo ero il Direttore del Lago e mi ricordo Andrea, assieme al padre Maurizio, che dapprima iniziarono a pesca con la classica canna a fondo e poi, in pochissimo tempo, presero tutta l’attrezzatura necessaria e cominciarono a vincere un Enduro dietro l’altro (una gara di pesca che dura tre giorni consecutivi con due notti).

Andrea aveva solo sette, forse otto anni, la notte dormiva pochissimo ed aiutava il padre nel recuperare o guadinare il pesce. Era impressionante il suo amore per la pesca, così come la sua dedizione nel migliorare e nell’emergere senza andare mai sopra le righe. Un esempio? I pescatori, si sa, aggiungono sempre qualche chilo o qualche centimetro al pesce preso, ma lui no».

Nel 2000 nasce il Club Carpfishing Apuano di cui Gionata Paolicchi è stato presidente prima di lasciare la dirigenza a Michele Meccheri, e che solo dopo un anno contava già oltre 80 soci. «A 11 anni Andrea partecipò di diritto alla finale del Trofeo CFI, la gara più importante che c’era a quel tempo, una sorta di campionato italiano dei soci di Carpfishing Italia, un’associazione che aveva ed ha oltre 100 sedi e 4000 soci in tutta Italia. Quell’anno io ero segretario di questa associazione ed ideai con il Presidente Agostino Zurma, appunto questo trofeo. Andrea e suo padre erano una delle tre coppie di Massa che avevano diritto a partecipare. Il primo anno arrivarono secondi, il secondo anno vinsero».

Il Presidente di Cfi Zurma ricorda su Facebook con una foto quel momento : «Voglio ricordare Andrea con questa foto di circa quattordici anni fa, scattata alla seconda finale del nostro trofeo Cfi in Ostellato, da lui vinto in coppia con papà Maurizio. Allora era un bambino fantastico ed un eccellente carpista. Sono veramente scosso da questa tragedia, a nome mio e di tutto Cfi le più sentite condoglianze alla famiglia Manfredi che raccogliamo in un forte abbraccio».

«Sento la notizia alla radio che precipita un aereo in Indonesia di cui un italiano. Pensi sempre che non lo conosci – continua Paolicchi – Poi leggo la notizia sul cellulare e mi chiama l’amico Meccheri. Avviso la famiglia Moisé attuale proprietari del Lago. Per la famiglia non trovo parole, non so cosa dire, solo frasi di circostanza, che non servono a nulla, sperando che quanto prima riescano a recuperare il corpo (al momento attuale solo 10 corpi recuperati ndr) e che la famiglia abbia almeno una bara su cui piangere. Andrea sei stato eccezionale, io non credo in Dio o nell’aldilà, ma se ci fosse, sono certo che sei già con Coppi e Bartali a spiegargli della tua idea del computer Sportek. E se Bartali ce lo avesse avuto a quel tempo il tuo computerino chissà, magari avrebbe battuto Coppi qualche volta in più» —


 

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