Meteo
Quel «carrozzone» detestato (quasi ) senza estimatori
Le precedenti amministrazioni di centro sinistra credevano di più in un ruolo pianificatore Adesso il vento è cambiato e si prospetta un ruolo leggero
MASSA
Angelo Zubbani e Alessandro Volpi ci credevano forse di più. Ma ormai è il passato e il Consorzio zona industriale versione muscolare, con il compito di espropriare terreni, calmierare prezzi, orientare la politica industriale apuana è rimasto sepolto sotto la doppia slavina delle amministrative di Carrara e Massa. E ora c’è da fare i conti con due sindaci, Francesco De Pasquale a 5 Stelle e Francesco Persiani di centrodestra, che al ruolo del Consorzio non credono poi molto.
Non si contano le volte in cui, politici e non, hanno accompagnato la parola Consorzio a quella “carrozzone”. Non per forza a torto. Una sede costosa e poi l’inchiesta del tribunale a gettare ombre lunghe. L’ultimo a tirare fuori l’accostamento fu il consigliere regionale 5 stelle Giacomo Giannarelli: «Quel carrozzone commissariato va chiuso. I soldi alle bonifiche», tuonava nel luglio 2017.
Ini ogni caso la versione di Persiani la conferma anche il presidente della provincia Gianni Lorenzetti. «Il presidente Rossi è arrivato con una posizione ferma a un anno fa, era ancora dell’idea che il consorzio dovesse fare gestione fognature, espropri. Un Consorzio che si occupa delle aree industriali. Il Consorzio che forse si sta delineando non è quello che aveva in mente il presidente».
Il presidente della provincia e sindaco di Montignoso era seduto anche lui al tavolo regionale venerdì scorso. Da quello che trapela delle riunioni precedenti, la Provincia nel nuovo ente che si sta immaginando dovrebbe avere un ruolo marginale, attorno al 3%. Con la maggioranza al 51% della Regione, che dovrebbe anche mettere la gran parte dei capitali. Lorenzetti non è entusiasta del nuovo progetto in questa forma. «Tra niente Consorzio e un consorzio leggero preferisco comunque averlo. Ci sono anche buone notizie. I terreni Syndial, che sono terreni privati, grazie a un accordo verrebbero gestiti a un prezzo calmierato. Sono 17 ettari che vengono venduti a 120 euro al metro quadrato. Rispetto ai 500 di mercato. Un punto d’incontro con il presidente Rossi, la cui posizione condivido». —
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