Italia
«Soddisfatti per i numeri ottenuti ad Avenza Disposti al negoziato»
CARRARA«Uno sciopero molto sentito che ha ricevuto una adesione quasi totale. Non possiamo che ritenerci soddisfatti e certamente questo avrà un peso rilevante nella trattatva aziendale». A dirlo è...
CARRARA
«Uno sciopero molto sentito che ha ricevuto una adesione quasi totale. Non possiamo che ritenerci soddisfatti e certamente questo avrà un peso rilevante nella trattatva aziendale». A dirlo è il segretario della Uiltucs Uil, Angelo Lieti, in riferimento allo sciopero nazionale dichiarato da Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs per il 26 settembre per tutti i lavoratori di Unicoop Tirreno e della controllata Dlu e che ha coinvolto anche il punto vendita di Avenza: «La protesta è ben riuscita tanto è vero che la mattina alle casse e negli altri reparti il personale è stato sostituito o da altri lavoratori di sedi distaccate, di Vignale, o di altri reparti. Per esempio, i responsabili della macelleria hanno sistemato l’ortofrutta svolgendo anche mansioni dei colleghi in sciopero. Insomma – prosegue Lieti -, la vertenza è sentita da tutti i dipendenti».
. Oltre alla cessione degli otto punti vendita del Sud del Lazio, rispetto alle quali le organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro congiunto al Ministero dello sviluppo economico con Coop Alleanza 3.0, ci sono inoltre altri 18 punti vendita definiti ‘critici’ dall’azienda che, però, non è entrata nel merito. “Il timore – conclude il segretario Uiltucs – è che possano fare la fine dei punti vendita del Lazio e della Campania. Non possiamo inoltre accettare disdette unilaterali dei contratti integrativi, magari da gennaio 2019, o imposizioni che vadano a togliere maggiorazioni domenicali e premi aziendali.
«Come sindacati -conclude - non siamo disposti a condividere il disconoscimento e la disapplicazione della contrattazione integrativa vigente, comprensiva dell'accordo del 9 maggio 2017 che ha alla base un patto tra le parti di salvaguardia occupazionale. Qualora l'impresa avesse la necessità di rivedere gli accordi esistenti la disponibilità al confronto, che i sindacati e la Uiltucs in particolare non hanno mai negato, non potrà che poggiare sulla salvaguardia del perimetro occupazionale e la piena applicazione degli accordi in essere, fino a nuovo accordo». —
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