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l’ordinanza

Carrara, il Consiglio di Stato: il crematorio avanti così

M.B.
Carrara, il Consiglio di Stato: il crematorio avanti così

Bocciata l’ipotesi di limitare alle sole salme dei carraresi l’utilizzo del forno E in merito alla qualità delle emissioni, ribadita la validità dei controlli Arpat 

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CARRARA. Il forno crematorio va avanti, senza limiti di “cittadinanza” delle salme carraresi, e quindi non riservato ai soli nostri concittadini. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, con una ordinanza emessa a seguito del ricorso presentato dal “Comitato per la Costruzione del Tempio Crematorio per soli cittadini del Comune di Carrara”, che era assistito dall’avvocato Daniele Granara. Il ricorso era contro il Comune di Carrara, rappresentato dagli avvocati Sonia Fantoni e Marina Vannucci; contro la Regione Toscana, rappresentata dagli avvocati Lucia Bora e Annamaria Delfino; e nei confronti di Apuafarma . Obiettivo del ricorso, la riforma dell’ordinanza del Tar dello scorso 9 maggio, con cui è stata rigettata l’istanza cautelare incidentale presentata nel ricorso in primo grado, che fu proposto sempre dal Comitato per cercare di annullare della nota del Sindaco di Carrara del 13 settembre 2017 e gli altri atti precedenti relativi al progetto preliminare e definitivo per la realizzazione del forno crematorio.

Nell’ordinanza i giudici osservano che l’appello cautelare, e il sotteso ricorso in primo grado, non risulta assistito da sufficiente “fumus boni juris”, ossia dall’impressione che il diritto vantato esista in concreto. Si fa notare che l’impianto - che risulta già realizzato e in funzione - è ubicato all’interno dell’area cimiteriale, «e non appare assoggettato ex se a valutazione d’impatto ambientale, né risultano prospettati vincoli normativi all’utilizzazione in favore delle sole salme di cittadini residenti». E si aggiunge: «Quanto ai pregiudizi paventati che l’Azienda regionale per la protezione ambientale con la nota del 7 giugno 2018, in sede di collaudo dell’impianto e all’esito di appositi sopralluoghi, ha attestato che i risultati analitici relativi alle emissioni in atmosfera rispettano i valori limite prescritti, e che essa dovrà dare corso a periodici controlli in ordine alle emissioni».

In ogni caso, il Consiglio di Stato ritiene equo compensare le spese del giudizio cautelare d’appello.

Insomma, in definitiva, l'appello cautelare è respinto. Non sarà sospeva l’attività né saranno accettate solo salme carraresi. I magistrati che hanno deciso sono Antonino Anastasi, Presidente; Leonardo Spagnoletti, Consigliere, Estensore; Nicola D'Angelo, Giovanni Sabbato e Silvia Martino consiglieri.

Di recente, il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, in merito alle critiche avanzate dal Comitato sui rilevamenti ambientali effettuati al forno crematorio di Turigliano, aveva puntualizzato che «Nessun dipendente di Apuafarma ha effettuato fisicamente il prelievo dei dati. E' la stessa Apuafarma che ha incaricato, in accordo con Arpat, una ditta esterna (Studio Alfa) esperta e competente nel prelievo e nella gestione dei dati sulle emissioni. Ricordiamo inoltre come Arpat abbia confermato ufficialmente il rispetto dei limiti fissati dall'atto autorizzativo, risultati dai controlli in fase di collaudo». —

M.B..

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