Il Tirreno

in tribunale 

Furto di 40mila euro al cliente assolto l’operatore bancario

Secondo l’accusa aveva apposto firme false per sottrarre dal conto una grossa cifra: l’esame  grafologico lo ha scagionato

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MASSA

Firme false e furto aggravato: assolto il bancario coinvolto anche nella vicenda dei “colletti bianchi”.

Un processo per furto aggravato, a carico di Marco Lucchesi, il bancario finito alla sbarra con l’accusa di aver sottratto 40mila euro a un correntista della Hypo Bank, agenzia di Carrara, apponendo delle firme false sui documenti utilizzati per prelevare il contante.

Il protagonista della vicenda è lo stesso coinvolto in un processo più complesso, noto come quello dei “colletti bianchi”, per truffa ai danni di un’altra correntista. Questo è un troncone separato, che riguarda fatti relativa all’anno 2010.

Secondo le ricostruzioni dell’accusa Marco Lucchesi avrebbe utilizzato la firma di un cliente della banca dove allora lavorava, per prelevare dal suo conto, a più riprese, un totale di 40mila euro. Cifra che, sempre secondo l’accusa sarebbe stata sottratta al cliente, con tutta una serie di prelievi che sarebbero finiti nelle tasche del bancario stesso.

Il processo, udienza dopo udienza, ha smontato la tesi dell’accusa. Lucchesi era assistito dall’avvocato Rinaldo Reboa e, davanti al giudice Tori, sono sfilate perizie su perizie e un ingente materiale autografo sia dell’imputato che del correntista– accusatore. Ebbene proprio gli esami grafologici effettuati da esperti del settore, hanno dimostrato che le firme non sono riconducibili al Lucchesi ma sarebbero dello stesso cliente e correntista della banca. Il processo si è concluso (in primo grado) con l’assoluzione “perché il fatto non sussite” di Marco Lucchesi. —

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