Il Tirreno

la cerimonia a Massa

Fosse del Frigido, la strage di chi era ritenuto un peso

Benedetta Bianchi
Fosse del Frigido, la strage di chi era ritenuto un peso

Manfredi (Istoreco): quei 147 detenuti erano considerati inutili e furono trucidati. Fra di essi anche una donna: aveva rubato dei maiali per sfamare i figli

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MASSA

È stata una strage eliminazionista e sterminatrice quella delle Fosse del Frigido, uno degli episodi più tragici, per violenza e numero di civili trucidati, avvenuti in provincia di Massa-Carrara; «non è stata un’azione ideologica o di lotta antipartigiana, quelle persone erano considerate inutili e un peso» ha riportato il professore Marco Manfredi dell’Istoreco (Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea) di Livorno durante l’orazione ufficiale del 74° anniversario della strage. Era il 16 settembre 1944 quando i tedeschi prelevarono i 147 detenuti nel carcere mandamentale del Castello Malaspina per ucciderli e nasconderli nelle fosse create dai bombardamenti. Tra loro anche una donna, originaria di Zeri, in carcere per aver rubato dei maiali per sfamare i figli; gli altri erano di 61 province italiane e di nazionalità albanese, greca, libica, slava e svizzera. Quell’episodio fu uno dei motivi per cui il gonfalone di Massa è decorato con la Medaglia d’oro al valor militare, la cui motivazione è stata letta dal presidente della provincia Gianni Lorenzetti agli studenti presenti. E il presidente si è anche rivolto al sindaco Francesco Persiani: «La sua presenza aiuta e distende le polemiche degli ultimi giorni – ha detto Lorenzetti – è importante perché ogni sindaco ha l’obbligo di portare avanti la memoria e lavorare per l’uguaglianza di tutti».

Presenti alla commemorazione anche il prefetto Paolo D’Attilio, Luana Mencarelli vicepresidente del consiglio comunale, autorità militari, associazioni partigiane ed una rappresentanza delle scuole Iis Meucci, liceo Palma e liceo Fermi. Dopo la Santa Messa nella chiesetta di San Leonardo officiata da padre Francesco Varoli, sono state deposte le corone ai monumenti dei caduti. —



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