Il Tirreno

il comune contro l’ambientalista 

«Causa contro di me per aver chiesto verità»

Libero Red Dolce
«Causa contro di me per aver chiesto verità»

Leverotti: «Diffuse lettere indirizzate a enti pubblici» Il sindaco di Vagli chiede indennizzo da 5 milioni e mezzo

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Una richiesta gigantesca di 5 milioni e mezzo di euro sulla testa per aver «leso l’immagine del Comune di Vagli» che le pesa sul capo, ma Franca Leverotti continua a domandare, ai suoi accusatori e non solo: «Non si sa da dove sia uscito il plico delle lettere per le quali mi fanno causa. Ho solo fatto richiesta ad enti pubblici riguardo alla correttezza di certe procedure, altro che diffamazione a mezzo stampa».

La vicenda, seppur più antica nel lavorìo sui tavoli degli avvocati, è pubblica da soli due giorni. Il sindaco del Comune di Vagli, Mario Puglia, ha fatto richiesta di un risarcimento di 5 milioni e mezzo di euro all’ambientalista massese. Il motivo è l’interesse che Leverotti ha mostrato per le autorizzazioni alle cave di Vagli, con richieste a diversi enti (Parco delle alpi apuane, Regione e Sovrintendenza) per sapere se altri enti avevano partecipato alla conferenza dei servizi autorizzatori del comune di vagli. «Dalla documentazione presente nel sito di Parco (pronuncia di compatibilità ambientale) risultava che alcuni di questi non avevano mai espresso il loro parere. Il parco autorizzava la pronuncia di compatibilità ambientale, con la clausola che i privati si procurassero le autorizzazioni mancanti».

Si tratta di una serie di cave del comune di Vagli, dove bisognava autorizzare l’escavazione. «Per noi che viviamo di turismo e lapideo nelle parole della professoressa Leverotti ci sono dei profili che ci fanno ritenere di essere stati diffamati. Arriveremo fino in cassazione, non ci fermiamo», ha detto Puglia.

Per Leverotti è la seconda causa, la prima, penale e poi archiviata, arrivava dall’imprenditore Giorgio Turba. Anche lui concessionario nel comune di Vagli e in buoni rapporti con il sindaco Puglia.

«Lo scorso febbraio – racconta Leverotti - ho ricevuto due lettere: una da Turba e una da Puglia, che dicono di avere ricevuto il pacco anonimo con delle lettere che dicono fossero uscite dal mio computer. Ma io non le ho viste, potrebbero essere state manipolate. Ho chiesto di vederle e non me le hanno date. Erano indirizzate a enti pubblici, per chiedere la regolarità e le modalità di certe procedure di attivazione di cave».Così in procura si apre un fascicolo contro ignoti per la segnalazione che proprio Leverotti fa sulla base del contenuto di queste due lettere e la loro diffusione.

Oggi la seconda udienza del processo civile. Il comune di Vagli è difeso dallo studio Buffoni, Leverotti dall’avvocata Francesca Gaggi. —

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