Il Tirreno

l’aria che respiriamo 

Polveri sottili mai oltre i limiti Ma le centraline sono solo due

D.C.

Nessuno sforamento anche per le “ultrasottili”, il punto di rilevamento del Colombarotto a Carrara, però, non è in grado di resistrarne la presenza

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MASSA-CARRARA

Secondo l’annuario Arpat 2018, in Toscana la situazione risulterebbe meno grave per quel che riguarda l’inquinamento dell’aria dovuto alle polveri sottili, il cui quadro conoscitivo si basa prioritariamente sulle misurazioni ottenute dalle stazioni della rete regionale di rilevamento gestita da Arpat, che, attiva da gennaio 2011, ha sostituito quelle provinciali.

A Carrara il livello di pm 10 nell’aria, dopo un leggero innalzamento nel 2012-2013, nei 4 anni seguenti pare tornato a livelli più bassi, fino alla media annuale di 21 microgrammi/m3 registrata nel 2017 e senza aver mai superato il limite di legge annuo (40 microgrammi/m3), rispettato anche nel resto della Toscana. Analoga la media annuale registrata a Massa, dove la stazione di rilevamento è stata attivata pienamente solo dal 2016. In altre parole: l’allarme Pm10 che “angoscia” tanti territori, soprattutto nel Nord Italia, sotto le Apuane non c’è. Occorre, però, far notare che per il nostro territorio i controlli dell’Arpat si basano esclusivamente sui dati forniti da due sole centraline, quella collocata a Colombarotto, nel centro di Carrara e quella di via Marina vecchia, a Massa, del tutto insufficienti a fornire un quadro completo sullo stato dell’aria che si respira nel resto di Massa-Carrara.

Per quel che riguarda le polveri sottili, inoltre, va precisato che la stazione di Carrara è in grado di rilevare solo la concentrazione delle pm 10, ma non quella di particelle di dimensioni ad esse inferiori, come le pm 2,5, polveri ultrasottili forse ancor più pericolose delle pm 10 per la nostra salute. L’unico dato disponibile sulla media annuale di pm 2,5 nella provincia apuana è quello di Massa, relativo al 2017, dove non si sono registrati sforamenti, in linea con quanto avvenuto nel resto della regione.

Quello delle polveri sottili è un fenomeno complesso, nel quale oltre al traffico veicolare (auto e camion), incide molto il riscaldamento domestico, con caldaie camini e stufe al pellet. Queste ultime, a lungo incentivate, sono finite ora nel mirino dei ricercatori, che tendono a scoraggiarne l’uso nei centri urbani e nelle altre zone ad elevata densità abitativa in cui il pm 10 risulta alto.

Per quanto riguarda, infine, la media annuale del livello di biossido di azoto, sostanza derivante dai processi di combustione civili, industriali e dai trasporti, occorre notare che a Carrara esso, rispetto al 2016, è aumentato di 3 unità (21 microgrammi/m3), pur restando nei limiti di legge. A Massa, invece, il dato risulta più basso (17 microgrammi/m3). — D.C.

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