Italia
Sdraie e lettini sforano nell’arenile demaniale L’Essenza deve toglierli
Scatta l’ordinanza della Capitaneria di Porto per un abuso di 152 metri quadrati nel locale alla moda dei Marina
MASSA
Un pezzetto di spiaggia demaniale in più utilizzato per la propria attività privata ed ecco che scattano i provvedimenti della Capitaneria di Porto. Sarà stata una segnalazione, o magari un dispetto di qualche concorrente geloso, fatto sta che non è sfuggito alla Capitaneria di Porto l’illecito causato dal locale Essenza (ex Merida Cafè), sul lungomare di Marina di Massa (i cui atti sono stati trasmessi all’Ufficio del Mare lo scorso 18 settembre).
Si è trattato di attrezzatura da mare e per la somministrazione di alimenti e bevande finite su area demaniale, che il gestore deve rimuovere entro 60 giorni, pena multe salate. Dagli atti, pervenuti in Comune, si evince che “il gestore dell’arenile in oggetto, titolare di giusta autorizzazione, occupava con attrezzatura mobile da spiaggia e attrezzatura a servizio dell’attività di somministrazione alimenti e bevande parte di area demaniale marittima in concessione al Comune di Massa”.
In pratica l’Essenza, un locale molto frequentato in estate, per gli aperitivi sul mare, nell’allestire una delle sue ultime feste, con tavolini, sdraie e lettini, su cui sedersi per bere e mangiare vista tramonto, avrebbe “sforato” di qualche metro fuori dal tratto di spiaggia previsto dalla sua concessione, occupando senza autorizzazione una superficie complessiva di 152 metri quadrati. Gli articoli sull’uso del demanio marittimo e sull’occupazione abusiva del Codice della Navigazione, però, parlano chiaro e non si possono fare eccezioni.
Per questo «considerata la necessità di tutelare gli interessi del Demanio Pubblico Marittimo- si legge nella nota- si ordina di procedere alla rimozione delle attrezzature abusivamente posizionate ed al ripristino dello stato dei luoghi, entro e non oltre sessanta giorni». In caso di inadempienza sarà il Comune a provvedere alla rimozione coatta, rifacendosi poi sui titolari della concessione e facendo scattare multe salate. —
MANUELA D’ANGELO
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