Meteo
I No Costa rinunciano al ricorso al Tar «Ma la lotta continua»
I cittadini che si battono contro l’impianto dei rifiuti attendono la scadenza dei permessi provvisori sugli scarichi e chiedono più vigilanza
ALBIANO MAGRA
Dopo un lungo silenzio, torna sotto i riflettori la ditta Costa. E questo accade a seguito di una ordinanza del Tribunale Amministrativo Regionale di Firenze, con cui si prende atto della rinuncia di alcuni cittadini albianesi a ricorrere contro un decreto dirigenziale della direzione ambiente ed energia della Regione Toscana, decreto che attestava che l'impresa Costa Mauro s.a.s. risulta in possesso di atti autorizzativi che disciplinano lo scarico delle acque meteoriche dilavanti di seconda pioggia.
Ma perchè i ricorrenti hanno deciso di tirarsi indietro? Il Tirreno lo ha chiesto direttamente a uno dei cittadini albianesi firmatari del ricorso, ovvero Walter Moretti, leader storico dei No Costa. «Visto che la proroga di Gaia alla ditta Costa per la questione degli scarichi in pubblica fognatura scade il 30 settembre, rischiavamo che la domanda di sospensiva fosse rigettata e, rinunciando all'istanza cautelare, abbiamo anche evitato di pagare 2mila euro di spese legali. Ma se nella Conferenza dei servizi che si riunirà nei prossimi giorni, Gaia dovesse concedere una ulteriore proroga, sicuramente la impugneremo, pur augurandoci che Gaia non lo faccia, anche perchè non è sua competenza, ma dell'Autorità Idrica Toscana».
Inoltre, Moretti fa notare che «la proroga a lavorare i rifiuti per la ditta Costa di Albiano Magra scade il 29 agosto 2019 e l'azienda può lavorare soltanto 75 tonnellate di rifiuti al giorno, sotto la soglia dell' Aia, Autorizzazione Integrata Ambientale. Si tratta di una limitazione stringente e sulla quale devono vigilare l'Arpat, la Polizia Provinciale e il sindaco di Aulla», conclude Moretti. —
GIANLUCA UBERTI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
