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Dall’incendio all’apertura porta Ecco la dura vita del pompiere
Il nuovo comandante Calogero Daidone fa il punto sui servizi svolti questa estate «Prestiamo soccorso a 360 gradi e ci impegniamo per migliorare sempre di più»
MASSa
Durante l’estate hanno spento quasi 130 incendi di varia natura, soccorso 26 persone che si erano perse in montagna e bonificato 264 abitazioni infestate dagli insetti. Chiamati ad intervenire in tutto il territorio provinciale e per le più disparate motivazioni, i vigili del fuoco di Massa Carrara tirano le somme delle emergenze che si sono verificate nel periodo più caldo dell’anno. Quello in cui devono prestare soccorso ai bagnanti in difficoltà al mare e al fiume e in cui vengono appiccati più incendi di tipo doloso.
I dati raccolti nel periodo luglio – agosto del 2018 raccontano anche qualche curiosità sui cittadini massesi, carraresi e montignosini: 156 di loro hanno chiesto aiuto per sbloccare la porta di casa e rientrare nella propria abitazione. A fronte dei 701 che lo hanno fatto nel 2017.
«Se non c’è l’emergenza di entrare in casa, però, che potrebbe essere causata da una pentola sul fuoco o dalla presenza di un bambino piccolo rimasto dentro da solo, a quel punto non è un soccorso ma un intervento tecnico a pagamento» spiega il nuovo comandante della stazione provinciale Calogero Daidone. Classe 1961, nato a Giuliana, un piccolo paesino del palermitano, tre giorni fa l’ingegnere è entrato a pieno titolo nel comando. Anche se quegli uomini il comandante già li conosceva, grazie ad una sostituzione temporanea nel 2016.
«Mi sono laureato in ingegneria civile e edile. A Palermo ho fatto un concorso per entrare nel corpo quasi per scherzo. Ma dopo un corso di formazione a Roma ho trovato posto a Sondrio, e lì ci sono rimasto fino al 2014». Nel 2015 Daidone prende servizio a La Spezia dove attualmente opera l’ex comandante di Massa Carrara, Leonardo Bruni: «Si potrebbe chiamare uno scambio. Qua conosco il personale, so che ci tiene moltissimo e non dovremmo avere difficoltà a venirci incontro. Per adesso so soltanto che resterò per due anni. Ma vedremo». Vigili che nell’immaginario collettivo sono chiamati a spegnere il fuoco. Ma la lista di attività che devono ricoprire è lunghissima. Si va da quelle con un grado di pericolosità bassa a quelle in cui, è il caso di dirlo, rischiano la vita: «I vigili prestano soccorso a 360 gradi. Da quando siamo passati da civici pompieri che dovevano solo spegnere gli incendi, con l’accorpamento del 1941 gli ambiti di intervento si sono allargati. Siamo passati dal fuoco all’acqua, dai terremoti alla radioattività, alla chimica etc. E ogni operazione non è mai uguale a quella precedente. Per questo oltre che l’operatività per noi è fondamentale la formazione: al termine di un intervento ci sediamo intorno ad un tavolo e scriviamo ciò che abbiamo fatto bene e ciò che possiamo migliorare. E così ci prepariamo per la prossima volta». La caserma di via Massa Avenza conta 128 pompieri. In estate i pompieri hanno ripulito dalla presenza di vespe 264 case, si sono adoperati per spegnere 87 incendi generici e 39 boschivi, sono intervenuti a seguito di 27 incidenti stradali gravi per rimuovere ostacoli e macerie e hanno sbloccato 17 ascensori liberando le persone rimaste chiuse all'interno. E hanno realizzato 4 sopralluoghi per verificare la staticità di edifici. —
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