Il Tirreno

IL PROCESSO BIS SULLA TRAGEDIA 

Torre Piloti di Genova anche due ministeri responsabili civili

R.C.

Trasporti e Difesa, in caso di condanna degli imputati dovranno pagare in solido il risarcimento ai familiari

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CARRARA

I ministeri dei Trasporti e della Difesa entrano nel processo per l'inchiesta bis sulla costruzione della Torre Piloti di Genova, crollata il 7 maggio 2013 per l'urto del cargo Jolly Nero causando 9 morti. Fra quei morti, anche il sottufficiale carrarese Gianni Iacoviello, 35 anni.

Il giudice Riccardo Crucioli ha disposto la loro citazione come responsabili civili insieme all'Autorità portuale di Genova, la Capitaneria di porto di Genova, la società rimorchiatori, il Corpo piloti e il Consiglio superiore dei lavori pubblici.

In pratica in caso di condanna dovranno pagare, in solido con gli imputati, i familiari delle vittime.

«Mio figlio non è in vendita, ma chi ha sbagliato deve pagare. I soldi devono essere investiti nella sicurezza delle infrastrutture, in un Paese che crolla», ha detto Adele Chiello, madre del militare Giuseppe Tusa morto nel crollo.

La donna, con le sue denunce, ha fatto aprire il secondo filone di indagine sul crollo della Torre che ha portato a un nuovo processo.

La decisione è arrivata alla prima udienza del processo che vede imputate 12 persone e due società tra progettisti della Torre, collaudatori e datori di lavoro.

Il processo entrerà nel vivo dal 12 dicembre con udienze fissate tutti i mercoledì.

Secondo l'accusa, sostenuta dal pm Walter Cotugno, la torre piloti di Genova venne «costruita a cavallo della banchina senza tener conto delle azioni non ordinarie incidenti sulla struttura come l'urto di navi in manovra nello spazio acqueo antistante al manufatto in assenza di qualsiasi protezione».

Le persone a processo sono il commissario e i dirigenti tecnici del Consorzio autonomo del porto di Genova (Fabio Capocaccia, Angelo Spaggiari, Paolo Grimaldi, Edoardo Praino) che avevano redatto il progetto precontrattuale per la costruzione; il presidente e il membro della sezione del Consiglio superiore dei lavori pubblici che espressero parere favorevole al progetto (Ugo Tomasicchio, Mario Como).

A processo anche i datori di lavoro delle nove vittime e i responsabili della sicurezza: l'ammiraglio Felicio Angrisano e l'ufficiale Paolo Tallone della Capitaneria di Porto, Gianni Lettich e Sergio Morini della corporazione Piloti e Gregorio Gavarone e Roberto Matzedda della Rimorchiatori riuniti. Le due società a giudizio sono la corporazione piloti e la Rimorchiatori riuniti.

Il processo nasce dalla denuncia di Adele Chiello, mamma di Giuseppe Tusa, morto nel crollo.

In un primo tempo il pm aveva chiesto l'archiviazione ma il giudice per le indagini preliminari aveva respinto e ordinato nuove indagini.

Il filone processuale principale sul crollo della Torre Piloti si era chiuso nel maggio 2017 con una sentenza di primo grado. Erano stati condannati il comandante della Jolly Nero Roberto Paoloni (10 anni e 4 mesi), il primo ufficiale della nave cargo Lorenzo Repetto (8 anni e 6 mesi) e il direttore di macchina Franco Giammoro (7 anni) oltre che il pilota del porto Antonio Anfossi (4 anni e 2 mesi).

La compagnia Messina era stata condannata al pagamento di un milione e 500 mila euro perché ritenuta responsabile dell'illecito amministrativo relativo al comportamento del comandante.—

R.C.

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