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la discussione 

E sul femminile in aula le consigliere si dividono Ma c’è una regola

MASSAC’è chi preferisce essere chiamata “consigliere” e chi orgogliosamente si batte per la versione al femminile: consigliera. Loro sono tutte donne e tutte con una poltrona in consiglio comunale,...

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MASSA

C’è chi preferisce essere chiamata “consigliere” e chi orgogliosamente si batte per la versione al femminile: consigliera. Loro sono tutte donne e tutte con una poltrona in consiglio comunale, ma in sala 10 aprile rappresentano il genere femminile molto diversamente. In base, si può dire, ad una scelta politica.

La discussione che ha fatto nascere una sorta di dibattito sull'utilizzo o meno di un linguaggio più inclusivo è nata durante la seduta del 17 settembre, a seguito di uno scambio di battute fra il presidente del consiglio Stefano Benedetti e la consigliera comunale Luana Mencarelli del Movimento Cinque Stelle: «Sono abituata da 5 anni ad essere chiamata consigliera, signor presidente». «Anche questo è il cambiamento, consigliere Mencarelli», replica Benedetti. A sostenere la posizione della pentastellata l’intervento di Dina Dell’Ertole di Alternativa Civica: «Sono una donna e non sono neutrale».

E della stessa preferenza mostrata dalle due consigliere di opposizione, anche quella di Elena Mosti, candidata con la lista Volpi Sindaco ed ex assessora con delega alle pari opportunità: «se non ti nomino, non esisti». Disponibili al confronto le quattro consigliere di maggioranza sedute invece alla destra del presidente forzista.

Moderata la leghista Eleonora Cantoni «entrambi i modi vanno bene». Per la collega di partito Irene Mannini «importante è la sostanza». E con Sara Tognini e Lucia Bongiorni della lista Persiani Sindaco fanno sapere che a loro avviso è una «discussione sterile». «Noi donne della maggioranza non ci siamo mai poste il problema». Nel merito entra anche l'ex presidente del consiglio Domenico Ceccotti: «su spinta di Carmen Menchini l'allora consiglio aveva approvato una delibera. Il risultato si può notare dando una lettura al regolamento delle funzioni del consiglio comunale: tutti i soggetti e le cariche istituzionali che ricoprono sono declinati anche al femminile». —

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