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L’autobus non si ferma studentessa resta a piedi La protesta dei genitori

MARCO LANDINI

FIVIZZANOSpiacevole avventura per una studentessa fivizzanese al suo secondo giorno di scuola alle scuole superiori secondarie. La giovane è rimasta a piedi a Villafranca alla coincidenza dei pullman:...

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Spiacevole avventura per una studentessa fivizzanese al suo secondo giorno di scuola alle scuole superiori secondarie. La giovane è rimasta a piedi a Villafranca alla coincidenza dei pullman: il primo non si è fermato e il secondo era troppo pieno e non ha potuto caricarla. A raccontare la vicenda – che è un segnale della disorganizzazione dei trasporti pubblici – sono i famigliari della quattordicenne piuttosto indignati dall’accaduto. «Già la partenza al mattino è stata difficoltosa- raccontano - considerato che il pullman in partenza da Fivizzano che avrebbe dovuto fare tappa ad Aulla per permettere ai ragazzi diretti a Pontremoli di salire sulla coincidenza non si è fermato e si è recato a Villafranca, seconda tappa di coincidenza. Questo ha comportato che i ragazzi sono arrivati a scuola, al liceo di Pontremoli, in ritardo».

Ma a quanto pare il peggio per la loro ragazza doveva ancora avvenire: «Nel viaggio di ritorno a Fivizzano – ricostruiscono ancora i genitori della studentessa – a Villafranca un primo pullman che avrebbe dovuto prelevare gli studenti per portarli ad Aulla e poi con un altro pullman a Fivizzano, non si è fermato. Ne è giunto un secondo- prosegue il racconto dei genitori della ragazzina- che però era strapieno di ragazzi, molti in piedi, tanto che nostra figlia è dovuta rimanere a terra».

Sempre su questo secondo autobus- come raccontano i genitori- dalla calca che c’era ad una ragazzina è rimasto imprigionato lo zaino tra le portiere del mezzo e l’autista ha impiegato diverso tempo per provvedere a risolvere il problema. Insomma risultato che la ragazzina è rimasta a piedi e con il cellulare ha chiamato a casa con il nonno che è subito partito da Fivizzano per recarsi a Villafranca a prelevare la nipote.

«È una cosa inconcepibile- commentano con amarezza i genitori- che una ragazzina di 14 anni rimanga a piedi a chilometri distanza da casa. Paghiamo oltre 500 euro l’anno per questo servizio e pretendiamo attenzione verso i nostri figli”. La famiglia si è rivolta al numero verde della Regione Toscana per presentare un esposto sull’accaduto con la speranza che né alla propria figlia né ad altri ragazzi possa succedere una cosa simile». —

MARCO LANDINI

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