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Missione in Nepal: sette giovani apuani faranno da “cavie” per test ad alta quota
La spedizione organizzata dal Cai apuano partirà a dicembre In programma anche una campagna di aiuti alle popolazioni
MASSA
Sette giovani alpinisti alla scoperta del Nepal e quattro accompagnatori che studieranno le loro reazioni emotive ad alta quota. Sarà anche un esperimento, con tanto di validazione di alcune scale sull'adattamento psicofisico alla montagna, il viaggio che il Club alpino italiano ha organizzato dal 4 al 20 dicembre e che vedrà protagonisti cinque ragazze e due ragazzi della sezione di Massa di alpinismo giovanile.
Dopo aver girato in lungo e largo le Apuane e conquistato le sue vette, per i sette giovani la meta ora è il paese simbolo delle vette più alte al mondo, e in programma sono stati inseriti i 4000 metri di altezza. I dieci giorni di trekking prevedono il passaggio da Katmandu al massiccio di Annapurna, il decimo monte più alto del mondo chiamato anche Santuario e venerato da induisti e buddisti perché considerato la culla di alcune divinità animiste, fra le quali la dea dell'abbondanza. In Nepal i giovani viaggiatori Gianmarco Milani, Ginevra Pegollo, Norberto Pegollo, Lucia Pudda, Camilla Fruzzetti, Laura Fruzzetti e Margherita Cantarelli, faranno visita anche a Fausto De Stefani, alpinista italiano che collabora attivamente con l'associazione Senza Frontiere, con la quale porta avanti la costruzione di scuole per bambini senza fissa dimora in Nepal. Obiettivo dei ragazzi e delle ragazze sarà infatti anche quello di portare un contributo economico all'associazione. Ad accompagnarli ci saranno Andrea Milani, Gustavo Damiani, Matteo Zamboni e Viviana Marchi, quest'ultima dottoressa della Società italiana di medicina di montagna incaricata di studiare le reazioni emotive dei giovani alpinisti. Le dottoressa, infatti, si avvalerà di dati antropometrici per elaborare a fini statistici alcune scale per comprendere le reazioni ad alta quota dei giovani, sia dal punto di vista psichico che fisico. «L'auspicio – è intervenuto alla presentazione del viaggio il presidente del Cai di Massa, Sandro Quadrelli – è che l'esperienza sia allo stesso livello se non più interessante di quella del 2006 che aveva portato alcuni di noi in Perù, nella cordigliera Blanca. I ringraziamenti vanno agli accompagnatori e a chi come Nicola Cavazzuti si è prodigato per organizzare il viaggio». —
CAMILLA PALAGI
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