Il Tirreno

Gli inquirenti contestano a numerosi indagati pause frequenti, ma breviAd alcuni, invece, vengono contestate lunghe assenze non timbrate 

Quelli che vanno a fare i commercianti e quelli che preferiscono l’allenamento in palestra

Chiara Sillicani
Quelli che vanno a fare i commercianti e quelli che preferiscono l’allenamento in palestra

MASSACi sono le uscite rapide: 4, 5, 6 minuti. Il tempo di prendere il caffè o di comprare il pane. Ci sono, però, anche le uscite più lunghe - e senza timbratura - per fare acquisti, per dare una...

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MASSA

Ci sono le uscite rapide: 4, 5, 6 minuti. Il tempo di prendere il caffè o di comprare il pane. Ci sono, però, anche le uscite più lunghe - e senza timbratura - per fare acquisti, per dare una mano negli esercizi pubblici di famiglia (ipotesi contestata a d Alessandro Puccetti ed Emilio Venturini). Poi ci sono le uscite anticipate, sempre senza aver strisciato il badge, per raggiungere la palestra. Uscite che il pubblico ministero Roberta Moramarco contesta ad Andrea Giusti, dipendente della Regione in servizio al Genio civile. È Giusti che - secondo la Procura - autocertifica di essersi trattenuto in ufficio più di quanto abbia fatto per uscire anticipatamente e andare ad allenarsi. Così- riportiamo uno degli episodi indicati negli atti - «in data 27 marzo 2017, mediante timbratura del cartellino ed autocertificazione finale in uscita, attestava falsamente la propria presenza continuativa in servizio dalle 8.12 alle 13.10 e dalle 13.22 alle 18, mentre in realtà - si legge negli atti - se ne allontanava senza timbrare dalle 10.25 alle 10.28, dalle 10.55 alle 11.58 e, definitivamente, dalle ore 15.03 (recandosi presso la palestra; all’indagato veniva approvata l’omessa timbratura per le 18, quando in realtà era uscito dal posto di lavoro alle 15.03)».

Uscite nel mirino anche quelle di Alessandro Puccetti cui gli inquirenti contestano di essersi assentato senza timbrare per servire ai tavoli del bar della moglie: «In data 8 settembre 2016 - sempre per riferire uno degli episodi riportati negli atti - mediante timbratura del cartellino, attestava falsamente la propria presenza continuativa in servizio dalle 8.27 alle 14.21 e dalle 14.55 alle 17.20, mentre in realtà - si legge - alle 12.09 si trovava presso il bar tabaccheria in piazza Mercurio (di cui era titolare la moglie) intento a servire i clienti». Gli episodi documentati dalle telecamere sono numerosi: «In data 15 febbraio 2017 - si legge ancora in atti - mediante timbratura del cartellino, attestava la propria presenza continuativa in servizio dalle 7.56 alle 14.54, mentre in realtà se ne allontanava senza timbrare dalle 8.11 alle 8.50, dalle 10.03 alle 11.03, dalle 11.13 alle 12.42 (a bordo del suo scooter) e dalle 13.19 alle 14.45». Puccetti, secondo gli inquirenti, accanto ad un danno erariale avrebbe anche « leso l’immagine dell’amministrazione di appartenenza, dato che il bar frequentato dal Puccetti durante le assenze ingiustificate dal luogo di lavoro si trova vicino a Palazzo ducale ed è frequentato anche dai suoi colleghi)».

Uscite contestate ad Emilio Venturini che secondo gli inquirenti si sarebbe assentato per lavorare nell’edicola tabaccheria della moglie: «In data 1 agosto 2016 - anche questa volta riportiamo uno degli episodi elencati negli atti - mediante timbratura del cartellino, attestava falsamente la propria presenza continuativa in servizio dalle 7.23 alle 13.30, mentre in realtà - scrivono gli inquirenti - almeno a partire dalle 12.29 si trovava presso la tabaccheria edicola ... ove rimaneva fino alle 12.44 quando a bordo del suo scooter faceva ritorno verso l’ufficio(ove entrerà alle 12.50) fermandosi prima a fare acquisti nella panetteria».

Insomma, accanto a tante uscite rapide contestate agli indagati, giusto il tempo di un caffè, ad alcuni se ne contestano anche di più lunghe. —

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