Il presidio
Lorenzo, peccato ma l’altro finalista era più grande di 2 anni
I genitori Francesco e Sabrina hanno seguito la sfida insieme ad amici, la finale agli Us Open resta un’impresa
CARRARA
Sicuramente da bambino, giocando in quello scantinato di nonna Maria a Carrara di cui ha più volte raccontato, sognava un esito diverso. Altrettanto sicuramente, però, non dimenticherà quest'esperienza e quello che comunque rimane un grandissimo risultato anche considerata la sua giovane età e considerato ciò che in questo torneo ha fatto vedere.
Al Louis Armstrong di New York al tennista carrarese Lorenzo Musetti non riesce l'impresa: in finale – con il risultato di 1-6, 6-2, 2-6 – il sedicenne allenato da Simone Tartarini perde contro il classe 2000, e quindi di due anni più grande (18 anni contro i sedici di Lorenzo), il brasiliano Thiago Seyboth Wild.
Erano 28 anni che un atleta italiano non arrivava in finale negli Us Open; era il 1990 e quella volta Andrea Gaudenzi vinse il torneo statunitense.
Il match. Il primo set – della finale disputata ieri (domenica) – va al brasiliano, è 6-1; nel secondo set Musetti reagisce e vince per 6-2, ma Wild chiude i giochi con il 6-2 del terzo set. Al tezo set Lorenzo era in vantaggio 2-0.
Nella serata di sabato dopo la vittoria nel singolo, era arrivata la sconfitta nel doppio con Giulio Zeppieri contro Andreev-Matusevich (4-6, 7-5, 10-6). Un torneo, quello di Musetti, che era iniziato con la vittoria contro Dostanic e arrivato, prima della finalissima, alla vittoria in semifinale contro Brooksby; nel mezzo i turni contro Cazaux, Kingsley e Michalsk. Poi, come detto, la finale e la sconfitta per 1-6, 6-2, 2-6.
I genitori – il papà Francesco e la mamma Sabrina Ratti – hanno visto il match tra amici, proprio come per la semifinale del giorno prima, per scaramanzia. «Una volta terminata la semifinale ci siamo sentiti: era stanco, ma rilassato, contento», racconta il padre – poco prima della finale – che prosegue: «oggi (ieri, ndc) non ci siamo sentiti, soltanto qualche messaggino. L'altro è forte, ma la pallina è rotonda: bisogna crederci tutti, ma è comunque un grande risultato, avrei messo la firma per arrivare agli ottavi o ai quarti». Al termine della semifinale – ai microfoni di Federtennis – Lorenzo aveva dedicato il grande risultato raggiunto proprio alla famiglia e al suo allenatore. —
LUCA BARBIERI
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