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Daverio: pensiamo al lavoro, dico no agli integralisti delle cave
Seguitissima la conferenza del critico d’arte: «Quando Anna Marson voleva bloccare l’escavazione, le suggerii di leggersi la Genesi»
CARRARA
«Vorrei portarvi a vedere il doppio affresco del Buono e del Cattivo Governo di Lorenzetti a Siena, dove il buon governo è dipinto in equilibrio con la campagna, dove la terra è lavorata e non c’è più il bosco: anche i vigneti del Chianti sono terra coltivata dove non c’è più il bosco e le cave, si dice lessicalmente, che si coltivano esattamente come si dice che si coltiva il vigneto, perché dobbiamo renderci conto che ecologia non significa tornare alla foresta vergine»: un’introduzione quindi tra arte ed ecologia nella lectio magistralis tenuta dal noto critico Philippe Daverio ospite di Con_vivere, che ha chiamato a Carrara visitatori e appassionati accorsi numerosi, i quali hanno preso letteralmente d’assalto posti a sedere, aiuole e marciapiedi. In prima fila la Carrara del mondo dell’impresa, tra cui Erich Lucchetti presidente della delegazione provinciale di Confindustria. A presentare il prestigioso ospite Andrea Balestri, coordinatore di Fondazione Marmo, partner insieme a Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara dell’edizione 2018 di Con_vivere, il quale nel chiamare sul palco il critico ha ricordato: «Tra il 2012 e il 2014 mentre la Regione Toscana varava il Piano paesaggistico e tutti volevano un piano restrittivo e incatenare così le attività estrattive, ci fu solo una voce accademica controcorrente: Philippe Daverio che ha avuto il coraggio di dire cose che al mondo accademico non andava di sentire».
Con questa presentazione e in uno dei suoi particolarissimi completi di colore (gillet incluso) verde-bandiera italiana come ha sottolineato lui stesso, il critico d’arte è salito sul palco tra gli applausi scroscianti. Tra la Versilia e Carrara ci sono svariate articolazioni di lingue, di accenti e di comportamenti, ha fatto notare, ma c’è una cosa che accomuna tutti: il taglio del marmo, definendola una formidabile tradizione.
Si riallaccia così alla presentazione di Balestri, Daverio, ricordando come alcuni anni fa si scontrò in un dibattito pubblico con l’assessore regionale Anna Marson: «Voleva bloccare i lavori alle cave, allora io avevo suggerito alla Marson la lettura della Genesi quando dice che l’Onnipotente crea il mondo per darlo agli uomini perché lo cambino: io amo l’anima ecologica ma bisogna avere la giusta percezione di cosa sia l’ecologia. Ricordo che Mengele, l’inventore delle camere a gas amava gli uccellini e aveva un cane lupo che adorava, quindi l’ecologia è un tema molto complicato e io ce l’ho un po’ contro gli integralismi».
La Marson ammonì che Carrara rischiava di restare senza montagne di lì a poco tempo, creando un'area fredda, ha ricordato Daverio, il quale rispose ironicamente: «Con una corrente d’aria la nebbia padana verrebbe risucchiata via e i padani starebbero meglio» per aggiungere poi più seriamente che lui ha a cuore in particolare la specie umana a cui dobbiamo rispetto per il lavoro e per la storia: «E’ molto più importante questo che non salvare una collinetta e se al posto di certi boschi ci sono Ville del Rinascimento: non è male. Se perdiamo gli equilibri del lavoro perdiamo la nostra storia». Daverio ha poi tenuto inchiodato il pubblico per circa due ore, ripercorrendo la storia dell’arte. —
FRANCESCA VATTERONI
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