Il presidio
Lerner: il lavoro vale sempre meno e vedo una crisi dei sindacati
Ancora un pienone in piazza, il popolare giornalista tocca i temi del precariato: «Manca una visione globale»
CARRARA
«Il lavoro vale sempre meno...è inevitabile?». Che il tema sia di quelli attuali, di quelli sentiti, lo dimostra, anche questa volta, la piazza: piena; attenta. La tredicesima edizione del festival Con-Vivere - organizzato da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara - entra nel vivo e ieri , tra i molti appuntamenti in programma per il secondo giorno, è arrivato (tornato a Carrara, in realtà), al Sagrato della Chiesa del Suffragio Gad Lerner con «Il lavoro vale sempre meno...è inevitabile?». Piazza piena, dicevamo, proprio come durante la giornata inaugurale. A condurre l'evento la giornalista Eva Giovannini. E allora il noto giornalista e conduttore televisivo, al suo ritorno, come detto, al festival carrarese quest'anno dedicato al lavoro, è partito proprio da qui, dal lavoro, un lavoro «povero». Un lavoro, anticipa il titolo della conferenza, che vale sempre meno. «Inevitabile?» chiede sempre il titolo. «Lavoro povero non vuol dire necessariamente precario, ma con reddito non sufficiente per mantenere la famiglia», precisa Lerner. Poi ci sono tematiche come la globalizzazione, la redistribuzione della ricchezza, il «proletariato e i salari», il capitale e automatizzazione e robot. Ma non solo. Ci sono «i problemi, la sfida difficile che spetta alla sinistra». La piazza segue e Lerner snocciola aneddoti ed esempi, cita l'economista Carlo Cottarelli e Papa Francesco. «Ci sono - analizza in una parte dell'intervento -leader popolari che hanno guidato cambiamenti straordinari nel loro paese; non ho visto ancora però pensatori all'altezza che siano riusciti a pensare una dimensione globale e che vadano oltre al "recinto". Una visione assai miope che produce conflitti. E si è rivelato che non ha migliorato le condizioni». Poi il punto a nove mesi dalle Europee; l'argomento rimane sempre il lavoro e la disoccupazione e la rappresentanza della classe operaia. Seguono gli applausi e poi le domande; non prima del minuto di silenzio in memoria proprio di un lavoratore. Parliamo del carrarese Angelo Ceccarelli, morto in Vietnam. Dopo il minuto di silenzio e gli applausi scroscianti è il turno delle domande (e delle risposte di Lerner ovviamente). Tra i punti dibattuti ci sono, tra gli altri, meritocrazia e, ancora, la quantità di lavoro. «Io sono convinto che presto anche in Italia il lavoro troverà nuove forme di organizzazione della sua tutela. I sindacati sono tra gli attori andati più in crisi in questa fase storica; parliamo di un ripensamento inevitabile. Ma assistiamo in alcuni settori, in maniera embrionale, a nuove forme di organizzazione. I tempi non saranno brevi naturalmente, ma la luce in fondo al tunnel si comincia a intravedere», risponde, infine, a chi gli chiede una chiosa sul futuro. —
LUCA BARBIERI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
