Il Tirreno

Tilde corsi a cuore aperto 

«Sogno la mia Carrara vista con gli occhi di mio figlio»

Alessandra Vivoli
«Sogno la mia Carrara vista con gli occhi di mio figlio»

La produttrice e coordinatrice della rassegna del festival e i suoi progetti Un nuovo film con Ozpetek un documentario diretto dal figlio Andrea De Sica

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA

Da Venezia, e dal festival del cinema dove era presente insieme al figlio Andrea De Sica, a un altro festival, Con-vivere. Il festival della sua città natale, Carrara, il festival di cui fin dalla prima edizione cura la rassegna cinematografica. E Tilde Corsi è pronta a questa nuova edizione con immutato entusiasmo.

Da 12 anni alla guida della sezione cinema di Convivere quale è il suo bilancio?

Un bilancio senza dubbio positivo. Siamo partiti da un’idea di Fabrizio Geloni che il comitato di indirizzo, in Fondazione, ha accolto con grandissimo entusiasmo. Con-vivere è diventata una manifestazione per la città che si è subito imposta grazia anche alla direzione artisico di Remo Bodei ,che considero un genio, e a un grande lavoro di squadra. Ma la cosa che mi ha maggiormente colpito è che la città di Carrara questo festival lo ha sentito subito suo e Con-vivere ha messo davvero tutti d’accordo.

Quali sono i film che è stata più contenta di regalare alla città?

Ogni anno è sempre un momento molto bello la ricerca dei film da mettere in programma. Anch’io ho scoperto delle cose nuove, ad esempio l’intensa filmografia africana nell’anno in cui il festival era proprio dedicato all’Africa».

Tilde Corsi curatrice della rassegna film di Con-vivere ma soprattutto produttrice. Quali sono i progetti a cui sta lavorando?

Visto che anche il nostro ultimo lavoro, “Napoli velata” è stato un successo (al box office si è classificato quinto) e soprattutto considerando che è un grande amico oltre che un grande regista, sto lavorando a un nuovo progetto con Ferzan Ozpetek. Non posso ancora parlarne ma il film è già in scrittura.

A quando un suo progetto su Carrara?

Un progetto su Carrara, la mia città, è uno di quei desideri che aspetto venga realizzato. Penso a un progetto di famiglia per varie ragioni: mio figlio Andrea, di cui sono molto orgogliosa, ha esordito come regista. Non credo che produrrò un suo film perché sono convinta che, facendolo, il nostro rapporto non ne verrebbe arricchito ma, anzi, si potrebbero creare conflitti. Proprio per questo motivo penso a lui, Andrea, come regista per un documentario da realizzare su Carrara, le cave e la mia famiglia.

Suo figlio regista di un film sulle sue radici?

Sì è proprio a questo che sto pensando. Un documentario su Carrara ma anche sulla storia imprenditoriale, legata alle cave, della mia famiglia. Un rapporto strettissimo che mio fratello Alessandro con grande passione e grande bravura sta portando avanti e di cui io sono molto fiera.

Intanto la vedremo a Convivere dove ha portato Paola Cortellesi.

Quello di Paola è stato davvero un grande regalo per il festival e dopo tanti personaggi maschili che sono stati ospiti nell’ambito della rassegna cinematografica, sono davvero contenta di avere, in veste di relatrice, una donna del calibro di Paola Cortellesi che, ne sono sicura, sarà graditissima al pubblico».

L’appuntamento con Paola Cortellesi, lo ricordiamo, è per domani alle 20 sul Sagrato della chiesa del Suffragio. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera