Sostegno ai ragazzi disabili: più soldi e meno “buchi”
La Regione aumenta le risorse per gli operatori socio educativi che assistono gli alunni portatori di handicap nelle scuole medie superiori della provincia
MASSA
Da un lato ci sono gli studenti affetti da disabilità, in alcuni casi molto gravi che improvvisamente, magari a metà dell’anno scolastico, si sono ritrovati senza un affiancamento e a volte affidati ai bidelli. Dall’altro una quarantina di operatori socio sanitari che restavano senza stipendio e senza certezze. E la triste routine si sarebbe ripetuta anche tra qualche mese.
A seguito dell’ultimatum lanciato dalla Consulta provinciale per le disabilità, per coprire tutte le ore necessarie ai ragazzi con varie problematiche, la Regione Toscana è intervenuta concretamente impegnandosi ad assegnare circa 70 mila euro alle scuole di secondo grado apuane, risorse che andranno ad aggiungersi a quelle ministeriali, ai 60 mila euro della Provincia di Massa Carrara e al milione e mezzo già stanziato dalla Toscana per l’anno 2018-2019 da spalmare su tutto il territorio regionale e che il prossimo anno salirà a 2 milioni di euro.
«Siamo l’unica regione in Italia ad aver predisposto investimenti sul tema» ha precisato il consigliere regionale Giacomo Bugliani illustrando «lo sforzo aggiuntivo fatto per arrivare ad una pianificazione a lungo termine, fino alla fine dell’anno scolastico». Oltre alla parte economica, sarà creato un tavolo istituzionale «in cui trovare una soluzione definitiva senza dover affrontare il tema ogni volta in maniera emergenziale» ha aggiunto il consigliere regionale.
Il diritto allo studio invocato dal presidente della Consulta Pierangelo Tozzi sarà rispettato anche se «il brindisi – dice – lo farò quando arriveremo ad un traguardo più strutturato ed ad una continuità didattica». Tozzi prende ad esempio un istituto tecnico, uno dei più frequentati in provincia: per mancanza di fondi difficilmente venivano garantite le 18 ore settimanali di lezione più le 6 di inclusione scolastica, mentre un ragazzo normodotato ne segue 32 alla settimana. In provincia 276 alunni con handicap o problematiche di varia natura frequentano le scuole superiori e molti di loro hanno bisogno di essere seguiti da un operatore socio-educativo (Ose) il cui ruolo è differente da quello dell’insegnante di sostegno. L’Ose garantisce benessere ed inclusione scolastica all’alunno assegnato realizzando attività educative, facendo interagire il ragazzo con gli altri, «diventa anche un appoggio umano allo studente e alle famiglie» come sottolineato da Paolo Gozzani, segretario Cgil. Il sindacalista ha accolto favorevolmente la notizia, senza però perdere di vista l’importanza di contrattualizzare gli Ose fino ad oggi precari, già scesi in piazza lo scorso gennaio; «i ragazzi studiano meglio se anche gli operatori sono stabili e sereni» ha aggiunto Gozzani. —
BENEDETTA BIANCHI
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