Il presidio
Il CarMi nel circuito dei grandi musei michelangioleschi
La proposta è del presidente del consiglio regionale toscano dopo il sopralluogo a Villa Fabbricotti: è un grande lavoro
CARRARA
Il CarMi nel circuito dei grandi musei toscani che raccontano Michelangelo Buonarroti. L'idea, certo, è ancora in fase «embrionale»; stessa sorte per le ipotesi (si parla come prime proposte di prestiti di opere e offerte sui biglietti d'ingresso), ma la volontà c'è. È questo, in estrema sintesi, quanto emerso dall'incontro al CarMi di Villa Fabbricotti tra l'amministrazione carrarese – rappresentata dagli assessori Andrea Raggi e Federica Forti – e il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani con il presidente del gruppo del Movimento Cinque Stelle della Toscana Giacomo Giannarelli. E così il primo a parlare dopo la visita delle sale del museo dedicato al rapporto tra Carrara e Michelangelo, è stato il consigliere regionale. «Da uomo di cultura il presidente sa quanto è importante riallacciare i ponti con città come Carrara. La visita testimonia la vicinanza della Regione; rappresenta un uomo della cultura operativa e concreta», il suo commento. Poi la parola è passata al presidente Giani che dopo aver promosso il museo ha rilanciato: «Ho visto con attenzione quanto siano completi i materiali didattici sull'attività e il legame di Michelangelo con la città. È un punto di partenza. Questo è un luogo che entra nel circuito stretto dei luoghi di Michelangelo in Toscana: Casa Buonarroti e il Museo dell'Accademia a Firenze; luoghi da grande turismo di massa. Questo museo ci entra a buon diritto perché Michelangelo cita Carrara e il suo marmo come elemento naturale per esprimere il genio». «Quello che c'è in Toscana di Michelangelo deve circolare: siamo insieme per lavorarci e promuovere Carrara e rendere grazia all'amore che aveva Michelangelo per la città», ha aggiunto il presidente prima di andare a proporre, come detto, la rotazione di opere.
«Mi metto a completo servizio. Un'occasione potrebbero essere i 500 anni della morte di Leonardo con una mostra magari sul loro rapporto. C'è anche una volontà regionale su quella che era la nostra intenzione di far nascere un polo studi di Michelangelo. Dobbiamo trovare sfoghi di natura più commerciale e si può con una collaborazione tra i grandi musei, convogliando anche qui il loro grande flusso turistico», ha concluso l'assessore Forti. —L.B.
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