Il presidio
Cancro da chimica: il Registro tumori sarà adottato anche a Massa-Carrara
Annuncio a F come Scienza del dirigente Cnr Fabrizio Bianchi «Entro 2 anni il territorio avrà questo strumento fondamentale»
MASSA
«È stata presentata richiesta per dotare Massa-Carrara di un registro tumori certificato Airtum (Associazione italiana registro tumori). La burocrazia ha i suoi tempi, ma entro due anni la provincia apuana e gli altri territori toscani non ancora coperti saranno dotati di questo strumento fondamentale per monitoraggio, controllo e pianificazione sanitaria». Ad annunciarlo è il dottor Fabrizio Bianchi, dirigente di ricerca Epidemiologia ambientale all’Istituto di fisiologia clinica del Cnr a Pisa, intervenuto al dibattito “Lo scoppio della Farmoplant e gli impatti su ambiente e salute”, tenutosi al parco della Rinchiostra durante la seconda edizione della rassegna “F come Scienza”, promossa dall’associazione culturale “murAperte” che si è conclusa ieri nel giardino di Villa della Rinchiostra a Massa in occasione del trentennale dallo scoppio della fabbrica chimica della zona industriale apuana.
I registri tumori accreditati dall’Airtum coprono il 70% del territorio nazionale, ma Massa-Carrara ne è sprovvista. Un fatto gravissimo, visto che il nostro territorio è uno dei 45 Sin italiani in cui l’ultimo aggiornamento dello studio epidemiologico nazionale Sentieri, coordinato dall’Istituto superiore di sanità e presentato al ministero della Salute lo scorso 12 giugno, ha confermato eccessi di mortalità e di ricoveri ospedalieri per malattie tumorali e non tumorali, nonché segnali di criticità per le malformazioni congenite, spesso riconducibili all’inquinamento chimico residuo.
«Ma già prima dello studio Sentieri - ha ricordato il professor Bianchi- erano apparsi vari studi ed articoli sullo stato di salute degli apuani, sia in termini di popolazione generale che su sottogruppi di lavoratori». Da essi emerge una chiara debolezza delle popolazioni che vivono nell’area Sin di Massa-Carrara, dove si registrano eccessi significativi di mortalità generale rispetto alla media regionale per tumori (stomaco, laringe, polmone, pleura, fegato, vescica), per malattie del sistema circolatorio, digerente e respiratorio. «Tra i vari fattori di rischio, -ha spiegato il ricercatore- assume un’importanza rilevante l’esposizione occupazionale e lavorativa». Bianchi ha poi voluto ricordare l’amico e collega Giuseppe Rossi (1952-2017), ricercatore del Cnr e collaboratore della Fondazione Monasterio, che visse e lavorò a Massa, realizzando le prime ricerche in Europa sulla correlazione tra inquinamento atmosferico e disturbi respiratori, risalenti agli anni ’90. Rossi è stato ricordato anche dall’ex deputato Mario Ricci, suo amico e compagno nel Pci. «Giuseppe -ha raccontato- si iscrisse al partito negli anni ’70, per contrastare con metodi democratici la violenza terrorista che all’epoca insanguinava l’Italia. Era un compagno generoso ed impegnato. Un vero intellettuale organico». —
DAVID CHIAPPUELLA
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