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Il progetto a Massa: le spiagge libere in concessione ai privati
Indicazione agli uffici dalla commissione bilancio: crea lavoro e migliora i servizi. Il presidente Cagetti: «Si tratta di un’ipotesi, per adesso lavoriamo per migliorare quelle esistenti»
MASSA.Applicare il modello di cogestione pubblico-privato alle rimanenti quattro spiagge libere del litorale di Massa, sulla scorta del modello che si applica al Barumba o al Trabucco. E programmare dei cambiamenti e degli interventi di ripristino delle strutture nelle spiagge attrezzate concesse dal Comune.
Questa è la linea politica di indirizzo che emerge dalla commissione Bilancio guidata dal presidente Pier Giuseppe Cagetti, eletto in maggioranza nella lista Persiani sindaco. Gli obiettivi dichiarati sono fare cassa e garantire una più efficiente fruizione dei servizi alla cittadinanza sul litorale.
Quattro sono le attuali spiagge libere rimaste sul litorale: Conca d’oro, il pezzo di litorale sul Fosso di Poveromo, un altro pezzo a destra della Torre Fiat e le due ali di fronte al pontile di Marina. L’attuale accordo con i privati prevede che i concessionari dei bagni limitrofi, in cambio di una fila di ombrelloni in più pagata 25 euro a metro quadro, si assumano oneri di pulizia e sorveglianza sulle spiagge libere.
«Si tratta adesso di una proposta, che riguarda per prima cose le spiagge già attrezzate. L’idea è che in queste gli ombrelloni andrebbero collocati in verticale e non in orizzontale. Ma soprattutto bisognerebbe rifare i capannoni, i bar e i bagni, a spese dei concessionari», spiega il presidente Cagetti. I quali, in cambio, otterrebbero un allungamento della concessione. Come e in che modo è quello che si è chiesto ai tecnici comunali di capire.
Ma la proposta non si ferma qui. Perché l’indicazione che arriva dalla maggioranza in commissione - e solo di questa si tratta, non essendoci atti o delibere - è di esplorare l’idea di trasformare anche le spiagge libere in spiagge attrezzate.
«L’obiettivo, ma qui parlo a titolo personale, è di dare fruibilità di queste spiagge nel futuro. Una coesistenza tra pubblico e privato - continua Cagetti - in misura del 70%-30% o 60%-40%, senza che ovviamente sparisca la parte libera. Si danno dei servizi invece di lasciare le spiagge a se stesse, ma chi vorrà andare senza prendere ombrellone potrà continuare a farlo. E i prezzi sarebbero calmierati, più bassi di quelli calmierati». Una direzione prevalente in Italia, dove le parti di spiaggia libera o non gestite da privati diminuiscono ogni anno di più, come dimostrano i dossier “Spiaggiopoli” dei Verdi.
Ci sarebbe chiaramente qualche ostacol dal punto di vista delle autorizzazioni, perché si dovrebbe costruire delle strutture laddove non ci sono, ottenendo i permessi. E chiudendo alla vista uno dei pochi tratti di litorale dove il mare è ancora visibile dalla strada. Insiste sui servizi Cagetti: «Dalle spiagge attrezzate si ottengono circa 200mila euro l’anno. E così si darebbe anche lavoro. Bisogna studiare il modo migliore, non è certo una decisione presa». —
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