Il presidio
Polvere di marmo la soluzione ecologica c’è «Qui è snobbata»
L’appello al Comune dell’imprenditore Riccardo Tedeschi «Per i manufatti in cemento utilizziamo i nostri materiali »
CARRARA
Perché utilizzare a Carrara (ma anche a Massa) la sabbia per «manufatti autobloccanti» quando si potrebbe usare la polvere di marmo? Se lo chiedono da “Made in Stonedust”, progetto nato nel 2013 per la realizzazione di manufatti ecocompatibili prodotti con la polvere derivante dalle lavorazioni in cava con le tagliatrici a catena.
L'idea è del carrarese Riccardo Tedeschi, una vita nel settore lapideo; chiaro, spiega, l'obiettivo: trasformare «un problema, quello della polvere, in risorsa ecocompatibile». Partner del progetto dal 2015 diventa così l'azienda massese 3 Emme che si occupa della produzione di manufatti in cemento. “Made in Stonedust” – con l'applicazione tecnica da 3 Emme – si è tradotto l'anno scorso, per esempio, nei muri divisori e di rivestimento presso la sede della Cooperativa Apuana Vagli. Dalla polvere arrivata proprio dalle cave della Cooperativa Apuana Vagli ai muri adoperati nella sede; nel mezzo il lavoro fatto negli stabilimenti di 3 Emme.
Ma, precisano da “Made in Stonedust”, il progetto funziona soltanto se è «partecipato» e se c'è quindi una sinergia tra pubblico e privato. Ed è proprio in questo senso che arriva quindi una doppia stoccata; la prima – partendo dalla più recente – mette nel mirino l'amministrazione carrarese e in particolare la realizzazione per le due nuove rotonde ad Avenza (zona “La Prada”, per intenderci) di manufatti autobloccanti in sabbia. «Vorrei ringraziare la nuova amministrazione di Carrara che per la realizzazione delle nuove rotonde nella zona di Avenza ha ugualmente utilizzato manufatti autobloccanti realizzati in sabbia, la cosa carina è che le ditte incaricate dei lavori li hanno comperati in 3 Emme. Anche la nuova amministrazione di Carrara è al corrente del progetto Made in Stonedust per cercare di trasformare un problema in risorse e dei prodotti che si possono realizzare ma nonostante ciò il risultato finale non cambia. Peccato ennesima occasione persa», si legge allora dal post di Facebook di “Made in Stonedust” di domenica scorsa. Qualche mese prima – siamo a novembre – e post simile, ma questa volta per l'amministrazione massese. Al centro c'è la realizzazione della rotonda in zona stazione. «Visto che i prodotti realizzati in 3 Emme hanno, per questa specifica di lavoro, le stesse caratteristiche e uguale prezzo, risulta incomprensibile come da una parte si chieda attenzione all'aspetto ambientale da parte di tanti e poi si verifica che questa attenzione, chi la chiede, poi non la adoperi in corso delle sue opere. Speriamo vivamente in un grosso cambio di tendenza al riguardo perché senza una collaborazione di tutti alla fine non si va da nessuna parte. Pertanto in attesa di verificare nei prossimi interventi pubblici, non importa dove, un impegno al riguardo, continueremo a cercare di trovare soluzioni proponibili per cercare di dare una mano al territorio», aggiungevano inoltre in quel caso.
Certo, ammettono, l'utilizzo in questi casi della polvere di marmo al posto della sabbia non avrebbe risolto l'intera questione, ma «sarebbe stato un bel segnale». «Anche perché – aggiunge Tedeschi – i costi non sarebbero variati, anzi. E poi ci sono vantaggi dal punto di vista ambientale e logistico. Da problema si trasforma in risorse e in un prodotto “green” che dovrebbe essere premiante». —
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