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Botte e insulti alla compagna, assolto in appello
Il ventinovenne era stato condannato in primo grado a un anno e otto mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia
CARRARA
Era finito sotto accusa per maltrattamenti in famiglia. E il ventinovenne era stato condannato, in primo grado a Massa dal giudice Alessandro Trinci per aver aggredito, picchiato e minacciato di morte l’allora compagna di 47 anni (i fatti si riferiscono all’anno 2015).
In Corte di Appello a Genova (davanti al presidente Giuseppe Diomeda con a latere i consiglieri Roberto Carta e Nicoletta Bolelli) la sentenza è stata riformata: è arrivata l’assoluzione, «perché il fatto non sussiste» per quel che riguarda i maltrattamenti in famiglia (art. 572 c. p.) . All’uomo invece è stata comminata una sanzione di mille euro per quel che riguarda l’altro capo di imputazione, quello relativo alle lesioni. La Corte di Appello ritiene, si legge in sentenza, «lecito dubitare della sussistenza di un dolo unitario, di una volontà di oppressione e umiliazione della convivente da parte dell’imputato, avendo la stessa riferito di una serie limitata di episodi, nel corso di un ampio lasso di tempo (dal 2015 al 2017) caratterizzati da accessi d’ira motivati unicamente dalla insana gelosia nei suoi confronti».
sentenza riformata
Il ventinovenne, assistito dall’avvocato Giovanna Barsotti è stato assolto dalla corte d’appello di Genova «perché il fatto non sussiste» per quel che riguarda i maltrattamenti in famiglia. In sostanza è stata accolta la tesi della difesa secondo la quale, per quanto riguarda l’accusa di maltrattamenti in famiglia «era carente dell’elemento oggettivo dell’evento e del presupposto della relazione di reciproco affidamento e solidarietà fra supposto agente e persona offesa».
In sostanza non ci sarebbe stato un rapporto di tipo familiare fra l’imputato e la parte offesa, quindi è rimasta in piedi solo l’accusa relativa alle lesioni (non aggravate).
la vicenda
Durante un litigio aveva lanciato contro quella che allora era la sua compagna un mazzo di chiavi. L’aveva colpita alla testa, provocandole una ferita al cuoio capelluto.
Uno solo degli episodi che sono finiti al centro della denuncia presentata dalla quarantasettenne nei confronti del compagno. La donna aveva parlato anche di ingiurie, offese e del telefono cellulare che l’uomo le aveva rotto in numerose occasioni, per impedirle, secondo l’accusa, di comunicare. Una vicenda che aveva provocato nella donna uno stato di forte tensione e paura. —
A.V.
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