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Bagno Veronica si oppone ai controlli della Guardia Costiera, chiesta la revoca della concessione

Libero Red Dolce
Bagno Veronica si oppone ai controlli della Guardia Costiera, chiesta la revoca della concessione

Il titolare blocca gli investigatori: «Hanno violato un domicilio privato». E spuntano abusi per oltre 1000 metri quadrati

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MASSA. «No, al secondo piano non potete andare. Qui è privata dimora». Una risposta secca del titolare del bagno Veronica Massimo Poggi al militare della Guardia Costiera che durante un controllo, qualche settimana fa, chiedeva di visitare l’intera struttura. E la questione finisce in mano agli uffici del Comune da dove parte, su richiesta del dirigente Fabio Mercadante, l’avvio del procedimento di decadenza della concessione demaniale marittimaper lazione dell’articolo 28 del regolamento al codice della navigazione. Richiesta alla quale il bagno si è opposto. E la cosa è finita in mano agli avvocati.

L’articolo in materia è chiaro: «Il concessionario è obbligato a consentire l' accesso nei beni concessigli e nelle opere eseguitevi al personale civile e militare dell' amministrazione centrale o locale dei trasporti e della navigazione». Respingendo, per due volte peraltro, i controlli della Guardia Costiera, nell’interpretazione data dal Comune il bagno Veronica si sarebbe posto fuori dalla legge. E così è partita la procedura.

Poggi però, che è anche presidente della Compagnia del mare, non è stato a guardare. Si è affidato all’avvocato Laura Buffoni la quale ha stilato una corposa memoria difensiva. Dove invece le responsabilità vengono riversate addosso a Comune e Guardia Costiera.

La pietra angolare della difesa imbastita da Buffoni è una sentenza del Tar Toscana del 2015, in un contenzioso che ha visto contrapposto un concessionario dell’isola del Giglio e il suo Comune. Senza entrare troppo in complessi tecnicismi, la difesa di Poggi, sulla scorta della sentenza del Tar, ritiene che nelle concessioni demaniali marittime, sono di proprietà del concessionario le opere realizzate sulla superficie demaniale. Quindi di chi le ha realizzate e non più del demanio. E si chiede l’archiviazione.

Ma bagno Veronica e Comune non si fronteggiano soltanto su questo punto. Anzi a Poggi sono arrivati tre provvedimenti diversi, uno demaniale, uno della capitaneria di porto e l’altro dell’urbanistica. Si tratta di una serie di punti di abusi, ben 23, contestati in una secondo controllo al bagno dal tecnico del Comune. Difformità costruttive rispetto all’autorizzazione, con in più una sanatoria in corso. E al bagno è arrivata una multa da 3000 euro. Impressionante la vastità dell’area interessata dagli abusi segnalata nell’ordinanza dirigenziale. Si parla di «innovazioni non autorizzate e realizzate nell’area in parola su una superficie complessiva di mq.1.168,44». Per capirci, uno spazio più grande di un campetto da calcio a 5.

Questo perché tra le altre cose è stata riscontrata una presunta violazione nell’area del parcheggio di 730 metri quadri. Lì dove dovrebbe esserci solo sabbia, c’è infatti una copertura di ghiaia e altri materiali che secondo il Comune è impermeabile. L’ordinanza impone di demolire tutto entro sessanta giorni dalla notifica, altrimenti gli interventi saranno fatti in modo coatto. Ma il braccio di ferro è appena iniziato. —
 

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