Il Tirreno

Da venerdì 31 a domenica prossima al Parco della Rinchiostra 

“F come Scienza” tre giorni dedicati ai 30 anni del caso Farmoplant

DAVID CHIAPPUELLA

L’APPUNTAMENTODa venerdì 31 a domenica prossima, al parco della Rinchiostra, si terrà la seconda edizione della rassegna “F come Scienza”, organizzata dall’associazione Muraperte e dedicata al caso...

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L’APPUNTAMENTO

Da venerdì 31 a domenica prossima, al parco della Rinchiostra, si terrà la seconda edizione della rassegna “F come Scienza”, organizzata dall’associazione Muraperte e dedicata al caso Farmoplant. A 30 anni dallo scoppio della fabbrica chimica, medici, epidemiologi, tecnici ambientali e figure storiche dei movimenti ambientalisti ripercorreranno quel drammatico avvenimento, analizzandone le gravi conseguenze ambientali e sanitarie. La tre giorni servirà anche a ricordare Luigi Mara (1939-2016) di Medicina Democratica, uno dei maggiori chimici italiani e Giuseppe Rossi (1952-2017), ricercatore del Cnr di Pisa e collaboratore della Fondazione Monasterio, che hanno dedicato parte della vita alla causa ambientalista di Massa-Carrara.

In occasione dell’iniziativa Liliana Cori, esperta di comunicazione in ambiente e salute all’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, ha voluto dedicare a Mara e all’attività svolta fin dagli anni ’70 da Medicina Democratica nella nostra provincia l’articolo “Per un amico”, pubblicato sul sito della casa editrice “Doppiavoce”. «A seguito dell’incendio del Magazzino del pesticida Mancozeb alla Farmoplant di Massa (1979), -ricorda la ricercatrice- assieme alla popolazione, Medicina Democratica dà vita all’“Assemblea permanente di Massa-Carrara”. Dopo l’esplosione dell’impianto del pesticida Rogor (1988), -prosegue la Cori- l’Assemblea permanente attuò un presidio davanti alla fabbrica, realizzando una struttura fisica presso la quale la popolazione auto organizzata effettuava un controllo, 24 ore su 24, sulle attività inquinanti della fabbrica, promuovendo al contempo iniziative e dibattiti e dotandosi di strumenti di comunicazione (pubblicazioni, volantini, manifesti, documenti, quaderni, libri)», così da ottenere alla fine «la condanna dei responsabili, pur con pene irrisorie rispetto ai danni prodotti».

Grazie al successo di queste iniziative la Farmoplant fu smantellata e venne presentato alla Cee un progetto «per la realizzazione di un Centro di Ricerche per lo sviluppo delle tecniche di bonifica dei siti inquinati, proprio a partire dallo stabilimento della Farmoplant/Montedison di Massa-Carrara. Il progetto -spiega l’esperta- fu accolto positivamente dai responsabili della Comunità Europea che si dichiarano disponibili a finanziarlo per l’80% a fondo perduto». —

DAVID CHIAPPUELLA

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