Un T-Rex in città in mostra nella corte del Museo diocesano
Nell’ambito della rassegna “C’era una volta” la ricostruzione in cera del re dei predatori
MASSA
Una fine estate all'insegna della cultura per Massa, che si prepara ad ospitare diversi eventi dedicati all'arte e non solo. Il primo appuntamento in calendario sarà venerdì 24 agosto alle ore 21 con l'inaugurazione della seconda esposizione di Mariaelena Mariotti con "Cera una volta", nella affascinante cornice della corte del museo Diocesano di Massa, dove verrà esposto un Tirannosauro Rex in cera, il re dei predatori che si trasformerà in una sorta di cucciolo accovacciato sotto le coperte proprio. Il T-Rex potrà essere visitato ogni giovedì, venerdì, sabato dalle 21 alle 23, fino a sabato 8 settembre. La bella iniziativa, che già a Carrara ha attirato numerosi spettatori tra cui molti bambini, farà da cornice anche alla 13ª Giornata per la salvaguardia del creato “Coltivare l’alleanza con la terra”, celebrata il 1° settembre (sarà festeggiata anche in Lunigiana in 9 settembre, in collaborazione con la Coldiretti), che, come recita il Messaggio, ci propone una sfida che non interessa solo l’economia e la politica: c’è anche una prospettiva pastorale da ritrovare, nella presa in carico solidale delle fragilità ambientali di fronte agli impatti del mutamento, in una prospettiva di cura integrale. Per questo, papa Francesco ricorda che "la pace interiore delle persone è molto legata alla cura dell’ecologia e al bene comune, perché, autenticamente vissuta, si riflette in uno stile di vita equilibrato unito a una capacità di stupore che conduce alla profondità della vita" (Laudato Si', n.225). Ancora aperte, rispettivamente fino al 2 settembre e il 9 settembre le mostre di Gianni Brusamolino "Dal Fluire della Vita all’infinito cosmico" nel Duomo di Massa e, l'esposizione delle opere di Pino Deodato al museo Diocesano che, con un percorso espositivo di oltre 30 sculture e installazioni mette in evidenza il compito che secondo lui deve avere l’arte: quello di raccontare cose che ci sono, ma che non si vedono, perché le opere devono suscitare emozioni tali da permettere la ricerca della verità. Siamo bombardati continuamente da riflessioni, considerazioni, conclusioni di politici, filosofi, sociologi, giornalisti che sembra abbiano tutti ragione, l’impressione vera, invece, è quella che essi non siano padroni della verità, ma che stiano cercando di inseguirla affannosamente. —
SARA LAVORINI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
