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Guerra di esposti in Forza Italia Un candidato contro Benedetti

L.R.D.
Guerra di esposti in Forza Italia Un candidato contro Benedetti

Franco Bigini, non eletto, va dalla Finanza per mancate ricevute di soldi versati Il presidente: «Mi diffama e insulta, lo abbiamo allontanato dal partito»

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MASSA

Lo definisce “presidente Burlamacco”, lo accusa di aver gestito in modo anomalo i soldi della campagna elettorale e di essere ambiguo in politica. Niente male come mitragliata contro quello che per Franco Bigini, video operatore, è stato fino al giorno delle elezioni il suo leader politico: Stefano Benedetti.

Tutti e due dentro Forza Italia, il primo onnipresente agli eventi con il suo codino e l’aria di chi è pronto alla svolta epocale. Che ci sarà poi il 24 giugno, ma senza di lui. Per Bigini solo 11 voti, nessuna poltrona e qualche sassolino della scarpa da togliersi. Arrivando persino all’esposto alla guardia di finanza.

Bigini ha raccontato alla guardia di finanza di avere versato 100 euro, di cui 50 sostiene in mano a Benedetti, per finanziare la campagna elettorale del partito prima delle elezioni.

«In nessun caso mi è stata rilasciata alcuna ricevuta o fattura fiscale, nonostante mi ripetute sollecitazioni via sms e telefono . I documenti che attestano il versamento della somma sono necessari per la rendicontazione delle spese sostenute in campagna elettorale da avanzare alla Corte dei conti». Ma non è solo faccenda di denaro non rendicontato.

Bigini non ha nemmeno gradito la linea espressa durante questi due mesi di amministrazione da parte di Benedetti, andandolo più volta a pizzicare sui sociale per criticare le sue affermazioni. In particolare Bignini ritiene che Benedetti stia facendo una poltiica ambigua sotto il profilo del posizionamento. «Non abbiamo ottenuto nemmeno un’assessore, la coalizione non ha il minimo interesse ad avere a che fare con noi e ci usa. A questo punto Benedetti farebbe meglio a collocarsi all’opposizione: oppure Benedetti e gli altri consiglieri eletti vogliono fare i "burlamacchi" per cinque anni sui giornali locali?».

Insomma una linea non tenera con quello che a lungo è stato un uomo molto vicino politicamente: «Fino a poco tempo fa la pensavamo allo stesso modo, abbiamo fatto la campagna elettorale insieme. Ora lui dice che mi denuncerà, anche se di questa cosa non ho ricevuto notizia. Mi sono avvalso del diritto di cronaca, della libertà di pensiero nell’aver utilizzato l’appellativo satirico di presidente Burlamacco. Lui fa il presindente del consiglio comunale, dovrebbe ben sapere che il diritto alla parola e al pensiero è garantito dalla costituzione».

Stefano Benedetti cade dalle nuvole. E prende le distanze da un personaggio che per lui è diventato scomodo, vista la continua linea critica nei confronti del partito e dell’amministrazione. «Non l’ho più visto dalla campagna elettorale, gli ho già fatto cinque querele. Per cosa? Diffamazioni e calunnie, durante la campagna elettorale ha fatto attacchi contro tutti, anche contro il sindaco Francesco Persiani. E non mi pare avesse alcun motivo di farle»,Da amici a nemici? «No , lui ci ha fatto la campagna elettorale contro, si è infiltrato e messo dentro e ha cominciato a sbarellare subito dopo. È stato allontanato da Forza Italia e da tutti, io ero l’ultimo ad avere rapporti con lui. È in cerca di denunce e di querele. In cinque minuti gliela faccio un’altra, si ritroverà una serie di processi sul groppone se continua così». —

L.R.D.

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