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Furto e vandalismi al centro diurno Alzheimer di Pontremoli

GIANLUCA UBERTI
Furto e vandalismi al centro diurno Alzheimer di Pontremoli

Sono entrati di notte rompendo un ingresso secondario Hanno rubato un televisore e sparso zucchero dappertutto

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PONTREMOLI

Non c’è pace per quanto riguarda il delicatissimo tema della sicurezza in Lunigiana. E quando lo sfregio è rivolto ai più deboli, anziani in primis, fa ancora più rabbia. Se, poi, questi anziani non stanno bene, allora non ci può esimere dal chiedere che chi di dovere faccia qualcosa.

Perché quello che è accaduto al Centro diurno Alzheimer di Pontremoli, gestito dalla Società della Salute della Lunigiana, non è gravissimo dal punto di vista materiale, ma lo è dal punto di vista morale. Che bisogno c’è, infatti, di introdursi di notte per rubare una televisione e gettare alla rinfusa zucchero ovunque all’interno della struttura di via Mazzini?

Forse non lo sanno nemmeno gli autori dell’odioso gesto, forse annoiati dalla calura estiva di questo agosto, i quali non hanno trovato di meglio da fare che introdursi nella struttura e portare un po’ di scompiglio, assolutamente non gradito, nella vita di persone che necessitano soltanto di tranquillità e cure.

Ma, purtroppo, è proprio accaduto che nella settimana di Ferragosto, quando il Centro è chiuso, qualcuno, probabilmente più di uno, è entrato nel Centro diurno Alzheimer di Pontremoli per rubare soltanto un televisore, il che fa pensare che si sia trattato semplicemente di un dispetto magari da parte di ragazzotti annoiati. E per farlo ha rotto gli stipiti di un ingresso secondario dotato di maniglione antipanico, nonostante il fatto che questo fosse chiuso da un pesante lucchetto. Ma proprio il fatto che l’ingresso fosse protetto da un lucchetto ha spinto gli ignoti a divellere gli stipiti per entrare.

Una volta dentro hanno sottratto un televisore e sparso zucchero dappertutto. Quindi, un’amara sorpresa ha accolto gli operatori della struttura ieri mattina, quando si sono recati ad aprire per riprendere l’attività lavorativa dopo la pausa ferragostana. Sfortunatamente, poi, il Centro non è dotato di un impianto di videosorveglianza che possa aiutare nell’individuare i responsabili, ma ora, dopo quanto successo per l’ennesima volta, qualche telecamera verrà installata, almeno all’esterno. Perché non è davvero la prima volta che il Centro diurno Alzheimer di Pontremoli viene preso di mira, visto che sono stati ben sette gli episodi che hanno visto protagonisti ignoti che vi si sono introdotti negli ultimi anni. Tornando, in conclusione, al Centro diurno Alzheimer di Pontremoli, questo è stato pensato tenendo conto del ruolo fondamentale delle qualità ambientali nel processo di cura dei malati di Alzheimer, con spazi dotati di elementi riconducibili alla vita quotidiana, non privi di angoli di privacy, di percorsi semplici e sicuri, luminosi e con colori caldi, arredi smussati e confortevoli, dall’acustica controllata. Ora quella tranquillità è stata nuovamente violata. —

GIANLUCA UBERTI

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