Travolto mentre attraversa sulle strisce Muore a 58 anni, polemica sulla strada
Andrea Baldi investito in viale Roma da una 500 guidata da una ragazza. I residenti: i segnali stradali sono sbiaditi
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La 500 nera sbuca dall’ombra sotto il cavalcavia di viale Roma, strada sgombra davanti e procede sicura; la figura di un uomo all’improvviso, la intuisce, la vede ed è già troppo tardi. Impatto pieno. Lui vola sul cofano di un furgone parcheggiato e sono gli ultimi istanti di vita di Andrea Baldi, 58 anni, ucciso mentre attraversava sulle strisce.
Sono seduti a pochi metri dal punto. Ma sentono solo il botto dentro al bar Briglia. Anzi due: il colpo con la macchina e l’atterraggio di Baldi sul furgone. Qualcuno con la coda nell’occhio afferra qualcosa. Ma è buio, nonostante siano passate le 21 da venti minuti, con le giornate che cominciano ad accorciarsi. L’illuminazione in quel tratto di strada, tra cavalcavia e fronde degli alberi, è inghiottita in numerose zone d’ombra. Fatali per i pedoni, come troppo spesso la cronaca ha ricordato.
Al momento dell’incidente al bar Briglia è di turno Valentina Perico: «Ero dentro quando è successo, come gli altri ho sentito soltanto il forte botto e poi le urla. Siamo andati tutti per strada ma mi è sembrato che la situazione fosse terribile. Ha lasciato la sagoma sul furgone. Qui non si vede quasi nulla: le strisce sono scomparse, le luci sono coperte dalle piante e il cartello per i pedoni è piegato e non si vede».
Una descrizione puntuale delle condizioni di quel tratto di strada. Le auto in transito, specie quelle che viaggiano dai monti verso mare, hanno una visibilità ridotta. La stessa che aveva la ragazza, poco più che ventenne, che ieri si è trovata di fronte Baldi mentre attraversava. Le strisce sono sbiadite, crepate dal grigio sottostante. O del tutto cancellate. E il cartello con il simbolo dell’attraversamento pedonale pende a destra, nascosto. La ragazza al volante ora rischia l’incriminazione per omicidio stradale. Gli esami su droga e alcool sono risultati negativi. È rimasta sotto choc subito dopo l’impatto.
Sul luogo dell'incidente sono arrivati l'automedica da Querceta e un'ambulanza della Croce Verde di Forte dei Marmi. Chi c’era, al bar, ha provato a dare una mano. Ma per Baldi la situazione era davvero disperata.
Lascia la moglie Roberta Benatti, il figlio Matteo e la figlia Simona. Era fiero nonno di due nipotini. Un uomo coraggioso e gentile, come lo descrive chi lo conosceva. Finisce la sua vita in un modo che troppe volta aveva visto dall’altra parte. Il sangue, il pallore dei testimoni, i medici che provano a fare tutto il possibile. Ma soprattutto l’ambulanza che corre a sirene spiegate .
Baldi aveva passato una vita al volante di quelle ambulanze, come dipendente e anche volontario della Croce Bianca . Lo sapeva bene che quando suonava quel “nino-nino” c’era una corsa decisiva, lo sforzo di salvare una vita, di rubare metri alla morte. E con passione, riconosciuta da colleghi e persone soccorse, l’aveva sempre svolta. Da qualche tempo, dopo un infortunio sul lavoro, lavorava per un’azienda di onoranze funebri a Ortonovo. In ospedale, quando in reparto si è diffusa la voce che era lui l’uomo investito, tanti in camice bianco hanno pianto. —
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