Il presidio
Il ritratto di Mogol (by Crudeli) «Lo appenderò in salotto»
Il pittore dona l’opera al più grande autore di testi della canzone italiana, che ricorda il viaggio a cavallo con Battisti e la sosta al bagno Vittorio a Marina di Carrara
massa-carrara
Sembra un lord inglese, appena sceso dal suo destriero, Giulio Rapetti Mogol, nel ritratto realizzato per lui da Nando Crudeli, pittore di Carrara. «Sono sbalordito - dice il più grande e importante autore italiano di testi di canzoni - di ritratti me ne hanno fatti tanti, ma questo mi piace moltissimo, perché mi somiglia. Lo appenderò nel salotto della mia casa a Milano». L’incontro tra Mogol e Crudeli è stato reso possibile grazie a Riccardo Canesi, che ha realizzato il sogno di un ragazzo di 21 anni, Nando appunto, che per la prima volta vide il maestro nel giugno del 1970, quando fece tappa a Marina di Carrara durante il famoso viaggio a cavallo con Battisti. «Sono di famiglia contadina - racconta Crudeli - abitavo dove adesso c’è la fiera Marmo Macchine, in quello che chiamavamo il “Villaggio Paradiso”. Era tutto recintato fino a viale Galilei, avevo 17 mucche, galline e cavalli. Poi ci hanno espropriato e il terreno è passato al Comune. Ma questa è un’altra storia. Avevo 21 anni, lavoravo al porto, quando vidi arrivare a Villaggio Paradiso la jeep che precedeva Mogol e Battisti a cavallo. Mi chiesero dove potevano mangiare e dormire. Volevano fermarsi per vedere la partita dei Mondiali, Italia- Germania che si sarebbe giocata di lì a poche ore. Li ho portati dalla signora Cora, che gestiva il bagno Vittorio e poi a visitare Villaggio Paradiso - continua Nando Crudeli- a Battisti dissi di salire con me su per le scale, fino alla terrazza panoramica. C’erano anche dei villeggianti di Reggio Emilia che scattarono delle foto, ma non ce le hanno mai più spedite. Battisti non era tanto conosciuto a quel tempo, Mogol invece era già un re. Allora, per fargli vedere che conoscevo le sue canzoni, ho preso il mio giradischi e ho messo su “Sognando la California” dei Dik Dik. Poi dissi a Mogol e Battisti che avevo anche la versione cantata da Richard Anthony e Battisti commentò svelandomi che, secondo lui, Anthony la cantava molto meglio». Crudeli non ha più rivisto Mogol, ma ha pensato molto a quella “strana” giornata trascorsa con i due colossi della musica italiana e, 48 anni dopo, ha deciso di omaggiare il maestro con un suo ritratto. Mogol, chiamato all’hotel Nedy di Poveromo, ha accettato l’invito di Canesi ed è venuto a ritirare il suo quadro. È rimasto poco in provincia di Massa Carrara, giusto il tempo di un piccolo amarcord. «Ricordo con grande gioia quella sera a Marina di Carrara, quando ci fermammo per riposarci, davanti ad una pineta enorme, che ci piacque subito. In realtà l’esigenza principale era vedere la partita dei Mondiali, non potevamo perdercela. Decidemmo quindi di fermarci a Marina di Carrara, legammo i cavalli a due alberi e poi ricordo che riuscimmo a guardare la partita in un posto pieno di vetrate, ma non saprei il suo il nome, son passati 48 anni. La mattina ripartimmo, mentre i bagnini ci dicevano che non potevamo cavalcare perché avremmo rovinato la spiaggia. È stata una gran bella esperienza». Anni dopo si scoprì che Mogol e Battisti girarono un video amatoriale proprio nella pineta di Marina di Carrara. Mogol tornerà altre volte, grazie ai progetti di Canesi, Crudeli invece lo ha rivisto per la seconda volta soltanto ieri. E dopo Mogol in programma per Crudeli c'è un altro impegnativo ritratto di Bocelli: due metri per due, su olio, del cantante a cavallo in una sterminata prateria. —
MANUELA D’ANGELO
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