«Suo genero mi deve soldi» E truffa l’anziana in strada
La donna si è fidata del trentenne che l’ha avvicinata ieri mattina in via Bertoloni Il malvivente sapeva che il parente era stato appena trasferito per lavoro
AVENZA
Le ha portato via soltanto 250 euro perché non aveva altro con sé, millantando un debito del genero che è stato appena trasferito per motivi di lavoro. La vittima, un’anziana residente ad Avenza, si è fatta convincere da un ragazzo che l’ha fermata ieri mattina, intorno alle 10.30, in via Bertoloni. Un trentenne con i capelli color castano e la parlantina decisamente spigliata. Ed è stata proprio la parlantina a mandare in confusione la signora, che ha perfino creduto di essere stata ipnotizzata perché non è sua abitudine aprire la borsa e il portafoglio davanti agli sconosciuti.
Ma l’ipnosi - secondo i carabinieri che sono intervenuti dopo che l’anziana ha chiesto aiuto - non c’entra. Si tratta invece della solita truffa contro le persone anziane. E neppure originale, dato che il canovaccio del raggiro è sempre il medesimo: un debito da onorare da parte di un congiunto o di un affine per evitare guai. Ma in questo caso c’è un elemento in più che potrebbe dare una mano alle indagini: il truffatore sapeva che il genero della vecchietta non si trovava più ad Avenza, quindi si è preparato la scusa per bene. E siccome si tratta di un carabiniere è probabile che quel trentenne castano sia un malvivente locale che ha approfittato della cosa per architettare il raggiro.
L’anziana ha parlato per diversi minuti con il giovane che l’ha avvicinata in via Bertoloni. Lui ha subito detto di conoscere il marito della figlia e l’ha messa a suo agio. Soltanto quando ha spiegato che l’uomo doveva saldargli un debito, ma che non avevano trovato il tempo perché il trasferimento era capitato all’improvviso, la donna si è agitata. Perché le dispiaceva che il genero facesse brutta figura: prima si è scusata perché non poteva contattarlo, poi si è offerta di saldare per lui. Il trentenne ha soltanto finto di non poter accettare, poi ha messo i soldi - 250 euro - in tasca e si è dileguato a tutta velocità. Ma proprio quando è andato via, la vittima ha ripensato a quello che era successo e a quello che aveva fatto: si era fidata di uno sconosciuto, cosa che le avevano spiegato di non fare mai. Per nessuna ragione al mondo. E così ha chiamato i carabinieri ammettendo l’errore e chiedendo aiuto. La pattuglia si è fatta fare la descrizione del malvivente e ha attivato le ricerche. Ad Avenza e a Carrara, perché la sensazione è che sia qualcuno del posto.
Nel 2017 nella provincia di Massa Carrara sono state venticinque le denunce di truffa presentate ai carabinieri da anziani. Un dato che a detta dell’Arma però è incompleto perché diversi vecchietti per vergogna hanno preferito tenere nascosto - anche ai familiari - il raggiro. Per questo il 2018 è stato all’insegna della prevenzione, con ufficiali e sottufficiali che hanno fatto e faranno degli incontri con la terza età per spiegare come comportarsi per non trovarsi in situazioni del genere (decisiva la collaborazione delle amministrazioni comunali e delle parrocchie). Anche perché gli stratagemmi usati dai malviventi sono sempre gli stessi. E quindi tenendo gli occhi aperti si può non cadere nella loro trappola. —
D.D.
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