Allarme ambiente esposto per una morìa di pesci nel Lavello
MASSANuovo esposto ai Noe di Firenze del presidente del consiglio comunale di Massa, Stefano Benedetti, per la morìa di pesci nel fosso del Lavello, a Marina di Massa. «Devo denunciare lo stesso...
MASSA
Nuovo esposto ai Noe di Firenze del presidente del consiglio comunale di Massa, Stefano Benedetti, per la morìa di pesci nel fosso del Lavello, a Marina di Massa. «Devo denunciare lo stesso fenomeno dello scorso anno con una moria di pesci preceduta e seguita dalla presenza in acqua di grosse quantità di materiale maleodorante che, presumibilmente, può essere assimilato a escrementi mescolati con saponi e detersivi - scrive Benedetti -. Durante il sopralluogo da me effettuato insieme ad alcuni residenti che mi hanno interpellato, ho notato all'interno del vecchio depuratore gestito dalla società Gaia, delle grosse quantità di fanghi che emettono lo stesso odore dei miasmi che fuoriescono dal fosso Lavello».
E aggiunge: «Abbiamo avuto la possibilità di fotografare pesci morti circondati da melma e altre sostanze di colore verde e grigio. I colori, soprattutto il marrone scuro, mettono in evidenza sostanze presenti nell'acqua che poco hanno a che vedere con la vegetazione della zona o del fiume, ma tanto con i materiali che entrano nel depuratore provenienti dalle fognature. Non voglio trarre delle conclusioni affrettate, ma è evidente che il depuratore non riesce a contenere le quantità che arrivano dalla marina, oggi piena di turisti. Ma non solo. La mancata ossigenazione dei liquami genera molto probabilmente quantità troppo alte di ammoniaca con le conseguenze che oggi sono sotto gli occhi di tutti. D'altronde l'Arpat - conclude -in questi ultimi anni ha notificato molte sanzioni a Gaia Spa per l'inquinamento accertato alla foce di Lavello, si parla di centinaia di migliaia di euro». —
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