Il presidio
Forti odori al Lavello, lo smaltimento fanghi è bloccato dal Tar
Acqua torbida e puzza, i vicini protestano, parte la verifica Gaia: nessuna anomalia al depuratore, troppo stoccaggio
massa
Ristagna la burocrazia, e pure i fanghi. Sono facce della stessa medaglia. Da qui i forti odori, i miasmi, la puzza, il tanfo. Da qui il fiume che appare verdastro e sporco.
Lo specifica Gaia, il gestore del servizio idrico: nessun malfunzionamento o anomalia del depuratore al Lavello come causa dei fetori e dell’acqua torbida che ieri molti residenti della zona hanno (nuovamente) segnalato. Il punto questa volta è un altro.
Ovvero la modifica della normativa che regola la questione: il divieto di utilizzare in agricoltura i fanghi di depurazione civile, contenuto in una sentenza del Tar della Lombardia “sui limiti di ammissibilità degli idrocarburi nei suoli”.
Il presidente della Regione Enrico Rossi, per superare l’emergenza smaltimento, venerdì ha firmato un decreto urgente (che ha quattro mesi di validità) che consente lo stoccaggio dei fanghi prodotti dai depuratori toscani (in tutto 10.000 tonnellate al mese) in quattro discariche: Casa Rota di Terranuova Bracciolini, Gello di Pontedera, la discarica del Cassero a Serravalle Pistoiese, e quella di Scapigliato a Rosignano Marittimo.
“Sono attualmente in corso contatti tra la Regione, i gestori dei servizi idrici e delle discariche, e le ditte che dovranno provvedere all'inertizzazione, per mettere in pratica quanto stabilito dalla delibera”, sottolinea Gaia. Dunque allo stato dell’arte il provvedimento non è operativo: finisce che i fanghi restano dove sono, cioè all’interno del depuratore sotto un sole cocente che amplifica le già avvertite esalazioni.
Prosegue Gaia: “Sempre a seguito delle richieste dei gestori e di Utilitalia (Federazione che riunisce le aziende operanti nei servizi pubblici), il Senato questa mattina ha approvato l’ordine del giorno relativo ad emendamento per consentire, in attesa di un apposito decreto del ministero dell'Ambiente, lo smaltimento in agricoltura dei fanghi di depurazione delle acque reflue urbane non pericolose, che potrebbe portare in tempi brevi a superare le criticità. In ogni caso, tutti i gestori, insieme a Cispel Confservizi e Utilitalia stanno lavorando a pieno regime sulla questione con lo scopo di arrivare a una celere soluzione”. —
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