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L’Arpat: «Noi lavoriamo già 24 multe nel 2018 su 38 controlli in cava»
L’agenzia per l’ambiente si difende e precisa: la procura ha acquisito e non sequestrato dei documenti, i lavoratori operano con onestà
CARRARA
In seguito ai controlli di alcuni documenti alla sede di Arpat da parte della magistratura, l’ente risponde cercando di fare chiarezza. Precisano intanto che si tratta di «acquisizione, e non di sequestro come indicato in alcuni casi, di documentazione presso la sede Arpat di Massa, da parte della Guardia Costiera su mandato dell’autorità giudiziaria. Al fine di evitare che gli articoli inducano erronee interpretazioni della realtà, riepiloghiamo più avanti il lavoro fatto con diverse situazioni di irregolarità che Arpat ha provveduto a sanzionare ai sensi della vigente normativa».
Si parte dai dati più freschi, quelli cioè relativi ai controlli fatti nel 2018. «Sono state controllate 34 cave, per 19 delle quali l’ispezione si è conclusa, mentre per 15 è ancora in corso. Al momento sono stati effettuati 70 sopralluoghi. A seguito di tali accertamenti sono state effettuate 24 comunicazioni di notizia di reato, 24 sanzioni amministrative e impartite 12 prescrizioni».
Riguardo alle cause per le quali sono state rilevata delle irregolarità Arpat segnala che come principale « quello della mancata gestione delle acque meteoriche dilavanti e delle acque meteoriche di prima pioggia (con 12) casi; seguono la gestione dei rifiuti (con 10 casi).La tematica per la quale sono state individuate maggiori criticità che hanno determinato sanzioni amministrative (20 in totale) è quella della non corretta gestione dei rifiuti, in particolare problematiche legate al registro di carico/scarico dei rifiuti».
Intensa anche l’attività di controllo nell’anno precedente. «Nel corso del 2017 sono stati eseguiti controlli relativi a 65 cave, con 161 sopralluoghi. A seguito di tali controlli sono state effettuate 42 comunicazioni di notizie di reato e 42 sanzioni amministrative, a causa delle irregolarità riscontrate. Sono state anche impartite 20 prescrizioni e richiesto ai comuni, in 9 casi, di adottare provvedimenti di loro competenza. Prevalentemente le irregolarità rilevate hanno riguardato la gestione dei rifiuti (40 casi), gli scarichi idrici (10 casi) e le emissioni in atmosfera (17 casi)».
Infine specificano: «Non abbiamo dubbi che le “persone” di questa agenzia continueranno a svolgere con estrema onestà, professionalità e specializzazione tecnica, proprie della cultura di Arpat». —
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