Il Tirreno

Spiaggia libera, giornata al mare fra lavarone e sporcizia

Francesca Vatteroni

Nel tratto di arenile accanto al porto i turisti si lamentano «Si trova di tutto, anche tappi e assorbenti igienici»

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CARRARA

In spiaggia libera con l’incubo del lavarone. Con la mareggiata è arrivato, puntuale ormai quel materiale organico e biologico di colore scuro proveniente per la maggior parte dalle piene dei fiumi e dei corsi d’acqua che confluiscono nel mare, spinto dalle mareggiate e dalle correnti marine sulle spiagge dove poi con il caldo fermenta e maleodora. Ma non solo: quello che ha restituito il mare e che ha visto sedimentarsi sulla spiaggia libera di Largo dei Marinai, dato che sulla battigia degli altri stabilimenti balneari si sono subito sbrigati a pulirla, sono anche pezzi di plastica e lattine, per lo scontento di chi ha scelto la spiaggia libera per trascorrere un po’di tempo al mare in relax.



«È da qualche giorno che è in spiaggia» ci conferma la signora Aurelia Cavenaghi con il suo leggero accento milanese e che, ci racconta, ha comperato casa a Carrara per le vacanze vent’anni fa. Lei e il marito frequentano la spiaggia libera di Largo dei Marinai da qualche anno: «È un po’troppo tempo che c’è questa roba nera, forse il Comune non lo sa. Peccato perché questa spiaggia è così particolare con questi sassi bianchi così belli» ha commentato indicando i blocchi di marmo levigati come scogli, messi a ornamento della spiaggia libera. A lamentarsi c’è anche Ferdinando Ghibino, turista bresciano che passa le vacanze a Carrara insieme a moglie e figlia da quarant’anni e che frequenta la spiaggia libera vicino al porto: «È da ieri che c’è e puzza di marcio: ora si è alzato il Maestrale e non si sente ma la mattina presto sì» ci dice riferendosi alla fanghiglia scura portata dal mare, ribaltandola con il piede scalzo e facendo notare le mosche, i moscerini e le pulci di mare che hanno colonizzato la poltiglia, soprattutto vicino agli scogli. «Tra gli scogli poi c’è una pattumiera, ogni buco e spazio tra uno scoglio e l’altro è un cumulo di rifiuti e spesso ci vedo sbucare dei biscetti» lamenta.



«Ci sono mozziconi, tappi, legnetti: abbiamo trovato anche bottiglie di vetro e assorbenti. È sporcizia degli incivili però nessuno pulisce come dovrebbe. Vengono a pulire con un retino, senza cicalare e neanche tutti i giorni e quando vengono poi, vengono alle nove anziché la mattina presto, prima che arrivi la gente». Mariangela Ghibino insiste, insieme al suo vicino di ombrellone Mauro Viviani, che è invece di Milano: «Vogliono i turisti ma non sono capaci di tenerli: qualche anno fa c’era un signore che di sua iniziativa manteneva pulita la spiaggia, viveva della mance lasciate dai turisti ma puliva molto bene, Primo si chiamava. L’hanno mandato via ma il personale che chiamano per pulire non pulisce. Perché non mettono qualche parcheggio a pagamento, anche per pochi centesimi, ma tanto da tirare su qualcosa e investire nella pulizia delle spiagge? – propongono riconoscendo comunque dei progressi rispetto agli anni scorsi-i bagni però sono più puliti rispetto all’anno scorso e agli anni prima».



Il bagno per signori e quello per signore a metà giornata, intorno a mezzogiorno è perfettamente pulito e profumato e di utenti contenti del servizio ce ne sono, come Massimiliano Bernardini di Sarzana ma trasferitosi da tempo a Milano per lavoro: «È normale che ci sia il lavarone, c’è stato il mare mosso ma il pomeriggio va via». Ed è contenta anche la sua bimba di 5 anni che alla spiaggia libera può scorazzare avanti e indietro indisturbata. —

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